El Dia de Los Muertos ( nueve poemas en enespanhol )

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1) mia madre vi al diablo
envuelto en un manto de delicias
en la oscuridad las luciérnagas ocultan
el atroz incendio detrás de la puerta
mi abuela sintiò unos espiritus
taparle la boca y sellarle la garganta
ignoraba la superstición
de nunca omitir un bostezo
cuando el mal necessita su oxigeno
asì ha cumplido el silencio
reservando a la vida
eterna aprobación
yo perdì a un angel
despellejado por el fragil
llamado de la sombra
la encontraron exánime
en un charco de olvido escarlata

nunca me perdoneré
no decirle que ella
habria cambiado cada coma
de la novela que nunca
tuve valor de escribir?
2) me enamoré de ti
cuando sentì el olor incendiario
de los fuegos artificiales
cuando me perdonaste la sifilis
etiquetandome sobre facebook
en un post de Loredana Berté
puedes ser genio y demencial
y eso, lo sabes, reaviva mi corazón

3) Enamorarse es granizo que roza
las palpitaciones enloquecidas
de mis auriculares
es océano que toma vida
del papel pintado
es una misiòn de misiles
que investiga un planeta desconocido

es dónde dejo caer mis manos
el lugar
dónde elijo vivir
4) la niebla bracea
cuando soplo contra su cara
se encoleriza y baja
la violencia del invierno
yo necesito ver tus ojos
que se haga realidad
el milagro de esta vida

lo necesito escrito en mis venas
el cabo suelto del tiempo
porque cuando me besas me parece
que he nacido por este momento
que todo era pensado
para que viviera
roadeando tu ombligo

5) de la tierra firme reman los angelos
que saquean al mal
las malas intenciones
les disintegran como pan rallado
asì me momificas
en mi mejora calidad
asì fosilizas para siempre
este enamoramento juvenil

6) reir, junto a ti
es abrevar la tierra
cansar los planetas
adornar las paredes
que contienen intactas
el amor in fieri que suena ahora
tù de mi conosces el llanto
lo que me divierte y me entretiene
no necesitas saber
de los eclipses que pasan entre my y el sol

la anatomia de la maravilla
es una telaraña diseñada alrededor
de tu cuerpo envuelto en mi espiritu

7) cuando dejas mi cuerpo yo puedo
oler un perfume intenso de limones
persigo el huerto y descubro
tu silueta entre las zarzas
que sigue arrancando de mi
el miedo de enamorarme

8) el burbujeo del llanto
me marea cuando
es mi visiòn que llora
y mi memoria es vacua
te dice que en el dia de los muertos
he pedido tu mano
no para casarte conmigo
sino para frotarme la espalda

9) cuando te veo
siempre pico las cebollas
las lagrimas rebotan
en la duramadre del recuerdo

y tengo en mi cabeza
un solo de violonchelos
contratado por Peter Gregson
créeme sé interpelar
lo oculto de mis emociones
y quiero amarte en la cornisa
de tus dudas magulladas

sé asertivo como el viento
que para matar las hojas
primero les canta
siquieres mi cabeza
entonces bésala hasta sobornarla
de humedad salival

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#Penetralia #day71

la notte disinibisce
le pulsioni vibrano come mandorle
a solleticare il palato
un gomito che traccia alle tue dita
le carezze di un compasso
che s’apre alla vita con punta ineffabile
la tenerazza è il giubbotto antiproiettili
per arrivare a terra senza rete
senza colpi inferti da ferocia
senza rimanere sempre in cerca
di un’espiazione inflitta in breve

la notte preannuncia gli abissi
quel tuo tremare di fronte alle ombre
quel tuo conoscere ciò che la vita nasconde
quel tuo essere
la mia eclissi

#Penetralia #day69

mi ecciti con totalità felina
un disco lanci in me vorace
inghiotto il tuo fiato aperto
al vento caldo dei tuoi desideri
dalla finestra delle agitazioni
si calano i vestiti più ingombranti
ci ritroviamo pronti
a lanciarci in pasto ai denti

sbranerai i miei lamenti
affogherai nei miei centimetri
di pelle già tua

non la rivoglio indietro

 

#Penetralia #day60

dal vento si alzano a lambirmi
le onde azzurre di un accordo
la musica latente al mondo
lo slalom segreto del divenire sogno
scavando la parete al giorno
che nitrisce alla bellezza
tutte le sue cartucce

la felicità, scrivitelo in fronte
è un post-it indigeno maculato
che attraversa mille fuochi
all’ultimo cerchio di ferma un momento
prima di nascere ancora
se l’invito a entrare dentro
la linea d’ombra dei tuoi passi
era un’illustrazione in demotico
perché non mi hai rassicurato subito
che i fonemi sarebbero stato altro
dal dolce cantico di un ermellino?

il mio viaggio non avrà portiere
la mia bocca non avrà sigilli
il tuo silenzio non avrà i miei sassi
per scagliarsi asciutto altrove

la musica, ricordatelo bene
è l’edera che vive in crescita
baciando sponda a sponda
il risvolto nuovo che l’attende

#Penetralia #day59

 

si vive per un’eco
lontana nell’animo
uno spago alla gola
per secernere bellezza
un ditale stretto al tempo
dove scivolare allegri
sorseggiando primavere

lungo gli zampilli di un oceano
fluttua interiore un moto azzurro
l’alba lo ricopre d’ombra
per non sciuparlo al giro eterno
le vertebre si contano dispari
l’abaco si riempie di prove
tra passi e giravolte osservo
che il cammino è adagio adagio
lo sbattere il mio gomito
contro le sbavature del giorno
e scoprire
che la morte era di cartongesso
l’amore il sacramento
l’unico concesso

#Penetralia #day55

 

A cosa pensi quando mastichi
chiedevo al tremore delle stelle
quando schioccavi la lingua in sonno
ed io elucubravo sul nero notturno

pace ha un sinonimo solo
ti ripetevo continuo
è quello sbracciarsi euforici
credendosi natanti
quell’ululare estatici
sentendosi affini
alle pareti del reale
che sformano
la linearitá della vita
la soglia opaca dell’amore.

Avanti
quella è la strada
la via.lattea del cuore

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#Penetralia #day53

celere

il bagliore negli occhi
lo sprazzo scarlatto del sangue
che raggiunge l’intesa
di due labbra ritrovate
dopo il pellegrinaggio di vite

a schiudersi
è la notte come abbaglio
un tendagglio mistico di trasognatezza
un’abasia del cuore che non trova
altro posto che non sia dell’altro
una dimora che sia eufonia perfetta
tra lo strofinarsi di stelle
e il mordicchiarsi le orecchie
inzuppandosi l’anima

questo è il punto esatto
che traccia il tratto pen del mio respiro:
l’amore che esplode negli altri

 

#Penetralia #day51

 

sento battere alla porta
le nocche villane di un malditesta
l’analfabetismo gretto degli sconvolgimenti
con la schiena disegno un divieto
l’accesso è interdetto ai malcontenti
si vocifera io abbia accostato il mio cuore
a un innamorato perso
il pudore abboddolito arrossa
le guance fiammifere della mia ombra
può essere sia la volta sbagliata
per temere il peggio abbia la meglio

un altauro
io attendo un vento ad appancacciarsi
di fianco al mio entusiasmo

vedrai che andrà tutto
come domino in altri mondi
il tuo bacio bagnerà un traguardo
un altro schiocco un altro asfalto
un altro suolo un altro sbaglio
un altro artiglio un altro raglio
un raggio antico a schianto
contro la parete del dopo