Penetralia formato podcast!

Il mio periodo “Penetralia” non poteva che terminare così, con una versione mini podcast che raggruppa i miei 11 componimenti preferiti intervallati da brani musicali e oscure evocazioni. Erano 77, le poesie, scegliere non è stato facile, ma è stato fisiologico creare questo viaggio sonoro (grazie alla piattaforma Soundcloud e agli artisti di Jamendo). Ho scritto una poesia al giorno per 77 giorni per leggermi dentro, perché era arrivato il momento di esplorare l’interiorità più a fondo, per coglierne il meglio (da conservare) e il peggio (su cui lavorare). E’ stato, lo confesso, un profondo esercizio contro la pigrizia, che in me si manifesta rendendomi un pedone nell’area nuvolosa del pianeta, sempre a gironzolare pensieroso ma in poche circostanze concreto e operosamente al lavoro su quanto fantasticato in precedenza. Ho abbracciato esoterismo, medicina alternativa, testi sacri, nuove lingue, nuove conoscenze, nuove abitudini, sono stato al Festival indigeno di Chiuduno (Qui il reportage, se vi va) e in tutto ciò sono davvero contento di averlo fatto per il piacere di farlo. Mi auguro abbiate la stessa curiosità nei confronti di “Penetralia” di quanta ne abbia avuto io per darle vita. Un abbraccio.

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#Penetralia #day74


del nostro amore
è vero l’eco:
raccoglieremo ciò che abbiam scaraventato
contro i confini della notte
le bordature color crema
scorrono attorno alla voce
di Nicaragua
la cascata color ruggine
l’ombra superna
l’abbraccio supremo
i miei dubbi su te

la mia casa
alle tue pendici

#Penetralia #day71

è vero che un palmo di una mano
da solo non reca frastuono
ma frastorna ugualmente il mio amore
per l’attenzione che rivuoi su te
le preposizioni seguono
la scia del tuo prefumo
dritto come una didascalia
al plesso solare del mio innamorarmi

la diade non mi è mai piaciuta
eppure l’afferrabilità
delle tue guance
rinverdisce in me come tuono aspro
baritonale per sua ammissione
accanto a me il tuo fiato corto
diventa un cielo sconfinato

il cuore è in fondo alla corsa
lasciami raggiungere
a bracciate la tua essenza
a tentoni il tuo orgoglio
a balzi la tua dignità

 

#Penetralia #day69

mi ecciti con totalità felina
un disco lanci in me vorace
inghiotto il tuo fiato aperto
al vento caldo dei tuoi desideri
dalla finestra delle agitazioni
si calano i vestiti più ingombranti
ci ritroviamo pronti
a lanciarci in pasto ai denti

sbranerai i miei lamenti
affogherai nei miei centimetri
di pelle già tua

non la rivoglio indietro

 

#Penetralia #day62

 

Puoi pensare sia frassino o betulla
un’orchidea che penzola dal niente
rimanere calma quando il sole implode
rassicurare un tempio quando è profanato
nessuna virgola sarebbe spostata
nessuna lacrima cadrebbe piú in lá
di un cerchio di aurora
Ma tu agiti il furore ostetrico
di una poesia senza provenienza
sventoli il chiarore terso della notte
quella che inspiri agguerrita
quando sciaborda il resto
collima al tutto
Rimani indispensabile
al tuo chiaroscuro

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#Penetralia #day61

cambio melodico
nel plumbeo reale
sospetto metodico
per professione
cura fatale
di mano arrancata
disturbo fetale
di fine giornata
pozza cedevole
dovere d’entrata

tu m’intristici se dubiti
che le stelle siano fari anabbaglianti
che il samsara sia il plateau di un’esistenza
uno scorrere infinito
di piacere come risoluzione
come noi sul tetto del mondo
fradici di speranza
e di compiutezza magica.
bacio emostatico
stringa letale
inchino incantevole
sedia vibrazionale
tu scendi dal baratro
ritorno al reale
indosso la fascia
gli occhi richiusi
come due saracinesche
vedono il mondo

che tuona in me
che s’apre in te

 

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#Penetralia #day59

 

si vive per un’eco
lontana nell’animo
uno spago alla gola
per secernere bellezza
un ditale stretto al tempo
dove scivolare allegri
sorseggiando primavere

lungo gli zampilli di un oceano
fluttua interiore un moto azzurro
l’alba lo ricopre d’ombra
per non sciuparlo al giro eterno
le vertebre si contano dispari
l’abaco si riempie di prove
tra passi e giravolte osservo
che il cammino è adagio adagio
lo sbattere il mio gomito
contro le sbavature del giorno
e scoprire
che la morte era di cartongesso
l’amore il sacramento
l’unico concesso

#Penetralia #day58

 

la tua facondia
il tuo distacco ordinato
dal bruciore delle mani
cosparse di rabbia
mi incantano
il sorriso opimo del giorno
l’abbraccio caldo che riserbi
trovano in me il più morbido alleato
nella primavera il monito futuro:

colorerai di rosso anche le ortiche
di verde scuro la tua casa
sorreggerai il cielo come Atlante
la poesia sopra le spalle
come fanno le formiche