Review: “Off white” – Lotte Kestner

Quaquaversal (By Aldo Quagliotti)

Coming out on September 1st for Saint Marie Records, the new album of Lotte Kestner called “Off white“and follows, after 4 years, the lucky The Bluebird of Happiness , from which the wonderful cover of Halo used in the television series The Young Pope by Paolo Sorrentino. She is a prestigious artist – who has collaborated with the Chemical Brothers, Anomie Bell, Motopony, Damien Jurado – The California songwriter seems to have decided to hang out for a moment the covers and after the enchanting Stolen(Saint-Loup Records) and “Covers“, her two poetry books and an honorary participation in the film I Cannot Go On As I Am, an unpublished record was a gamble that could have been too big.

But it takes a few seconds to understand that Lotte Kestner has not come back without having anything to say: her…

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Stuart Lanigan’s selected poem

Recensire poesie è una sfida accattivante che di questi tempi non mi sono rifiutato di intraprendere. Se volete che la vostra poesia sia recensita (il feedback sarà in lingua inglese), inviatela a aldoquagliotti7@gmail.com

Quaquaversal (By Aldo Quagliotti)

It is about time to share another poetic review. We need to fill our vertebrae we splendid refills of beauty. Little gestures cuddling our daily quarantined time. A light filtering through the crack of quotidian struggle. Poetry, if you must. Something helping us guiding our emotions towards better places to be echoed. Let’s all amplify intensity to stay safe and well evened.

Today’s pick is, once again, a poem by Stuart Lanigan. Do you remember, I reviewed his lyrical touch on a previous post, sharing his powerful concerns on Covid-19 emergency and the disruptive solitude that can be caused. I reached out to ask him if He was keen on sharing some more of his material and He kindly agreed. He sent me his feelings electronically enveloped in an email. So let’s start as usual by sharing the poem itself. Enjoy it dearly.

Don’t hang me…

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Review: Diamanda Galás’ “All the way”

Quaquaversal (By Aldo Quagliotti)

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After nearly a decade from the unforgettable “Guilty Guily Guilty”  (Mute Records, 2008) The return of Diamanda Galás has been in the name of abundance. Two albums, released on the 24thof March, for the Greek-American composer: “All the way” (Intravenal Sound Operations) and the live record “At Saint Thomas The Apostle Harlem”. Two demonic journeys throughout one of the most powerful voices of this millennium, this time struggling with personal and more-than-impressive standard jazz and blues covers.

Revivals that La Serpenta brilliantly outclasses, thanks to her  unmistakable talent and her spectral bravura. Starting with a unique version of “All the way” , here indomitable jazz ready to give off the frightening of a defenceless soul to world injustices. For those who don’t know her career, Diamanda resembles the Aztec raingod, Tlaloc: she asks the…

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‘Japanese Tosa’ continua la sua promozione

Il mio libro Japanese Tosa ha da poco compiuto 6 mesi e mi riempie il cuore la notizia che ha raggiunto molte anime che lo hanno indagato, ascoltato, lasciato fluttuare nelle interiorità più profonde dell’animo. Questo vale più di ogni altro potenziale riconoscimento. Occuparsi di poesia in un’epoca in cui si è in ballo all’isteria della disinformazione e  lasciarsi andare alla Bellezza sono un atto rivoluzionario, ma anche gesto disperato, di protesta indignata sempre più al limite del reale. Bellezza che non riferisco certo al mio libro, non sono solito compiacermi da solo, ma che associo a tutti i passi compiuti da me per promuoverlo e agli animi incontrati lungo il cammino nella scena Spoken Poetry, un  mondo parallelo pieno di anime squisite che si incontrano per salire su un palco e recitare poesie scritte di proprio pugno.

 

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Questo sono io, alcuni giorni fa, mentre recito le mie poesie nella serata Poetical Word in Hounslow, zona 5 della chiassosa Londra, dove vivo ormai da due anni e in cui, tra sgomenti e sorprese, ho imparato a ritagliarmi un futuro che si avvicinasse sempre maggiormente alla mia idea di benessere. Di seguito troverete alcuni video di mie performance in giro per le varie serate di poesie Londinesi.

 

 

 

 

 

Inoltre, Japanese Tosa è stato anche ammesso alla Free Verse Book Fair in centro Londra, dove con grande piacere ho autografato copie e conosciuto tanti autori emergenti e grandi nomi della Poesia contemporanea inglese. Allego foto della mia versione più stralunata e surrealista ahahah

 

 

 

 

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Inoltre, e questo è stato un bacio di inizio 2020, la mia poesia antifascista Resistir, scritta in portoghese, è stata selezionata dalla rivista sperimentale brasiliana Torquato. Una gioia indescrivibile, condivisa dal mio compagno, per il quale mi sono appassionato nei confronti di questa lingua incredibile, che ho felicemente accostato all’inglese, al mio spagnolo, al mio francese.

Tiriamo le somme, dunque: i primi 6 mesi dall’uscita di Japanese Tosa(London Poetry Books) mi hanno fatto vorticare come una trottola per un sacco di palchi importanti di Londra: Hideaway, Vauxhall, Bethnal Green, Hounslow, Richmond, Brentford, Gunnesbury Park. Io che normalmente soffro di un’acuta allergia ai riflettori ho abbracciato questa sfida per amore della mia creatura, e l’ho portata sino alla Fiera del Libro che si é tenuta lo scorso weekend. Cosa non si fa per i propri figli, eh?

Il mio libro continuerá ad essere disponibile ovunque online (potete anche acquistarlo dirrttamente dal sottoscritto), mentre io mi riposo un attimo dalla scena Spoken Word e mi metto a lavoro su altri progetti, che non vedo l’ora di realizzare.

E che sia una Primavera fertile per tutti.

‘Japanese Tosa’ e i suoi passi

Il mio libro  Japanese Tosa continua a muovere i suoi passi, incuriosito dal suo corpo finalmente fisico. Come un Collodi ben più amatoriale e ingenuo, mi sento Geppetto che osserva il suo Pinocchio scappare per i vicoli di Londra e accendersi di speranza, stupore, talvolta rabbia e paura. Sto veramente sottoponendo questo libro a chiunque, dandogli una spinta che lo possa far volare e augurandomi sempre che qualche animo s’interessi al suo destino. Oggi avrei piacere a mostrarvi qualche video estrapolato dalle molte serate poetiche in giro per questa città che amo.

 

 

Qui mi trovavo a Vauxhall, serata d’esordio con il libro stampato, poiché molte altre mi avevano visto salire sul palco con i miei testi stampati su un foglio di carta e decantare i miei scritti. Chi mi conosce sa che sono allergico all’occhio di bue, ma queste parole meritano di avere un po’ di supporto e mi sono fatto tanto coraggio per salire sui palchi di Hastings, Feltham, Hounslow, Camden Town, Bethnal Green e di recente sono stato invitato ad aprire la serata al Gunnesbury park museum, di cui a breve uscirà il video. Chiuderò il 27 Dicembre con un’altra serata ad Hounslow, insieme a una comitiva di aficionados che credono nella poesia come pelle dell’umanità. E’ da qui che veniamo, io ne sono certo. Mi è capitato spesso di imbattermi in scenari estremi, qui in questa metropoli tanto caotica. Sovente con persone con problemi di dipendenza, smarrite in qualche multiverso pieno di tristezza. Molti di essi, spesso, sottoposti a domande desuete, mi rispondevano con il cuore aperto e curiose rivelazioni: ho visto la luce in quella sostanza, in quella pillola, in quella polvere bianca. Un destino triste, pensavo. Un vuoto da colmare che avevano riempito con la luce sbagliata. Mi è tuttavia servito a reindirizzare il mio amore nella poesia, così totale e vigoroso. Nella Poesia vedo i punti che si intrecciano, il senso ultimo del respiro e della bellezza del vivere. Vedo il codice Morse che si serve di immagini per decodificare quelle risposte che non ci arrivano da nessun’altra parte. E sono così felice di poterle condividere con voi. In alto i cuori, in avanti le mani per un abbraccio. Restate sintonizzati.

 

 

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Vi racconto il mio libro di poesie, ‘Japanese Tosa’

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Ebbene sì, ho scritto  un libro di poesie. In inglese, pubblicato da una casa editrice londinese. Tutto vero, ora vi racconto un po’ del come ci sono arrivato.

Chi mi conosce e soprattutto chi mi ha seguito sulle varie piattaforme sulle quali ho scritto e creato contenuti di vario genere, sa che la mia passione per la poesia è sempre stata lampante, dichiarata apertamente alla frontiera di ogni varco, palesata come se mi fosse necessaria quanto il respirare. E per me lo è sempre stata davvero. Di tutti i generi che adoro sperimentare, è l’unico che leggo costantemente. Perché parliamoci chiaro, almeno nel mio caso, crescendo ho continuato ad incuriosirmi sempre più, vero, ma allo stesso modo ho radicato in me sempre più massicciamente il mio amore per la poesia.

E a partire dal 2017 ho compiuto una scelta: trasferirmi a Londra per viverci in pianta stabile. Per tentare una carriera di critico musicale che ritenevo più entusiasmante sperimentare in Inghilterra che non in Italia e inizialmente mi ero dato tre anni di tempo per raggiungere qualche percorso editoriale. Beh, sono ancora nelle timeline che mi ero prefissato, e già ho avuto la fortuna di essere accolto come volontario nelle webzine di Peek-a-Boo e Gigsoup.

Un bel traguardo, dopo aver completato da solo (e con enormi difficoltà, non vi nasconderò) il corso universitario di un anno di giornalismo musicale. Vengo da un altro mondo, lo ribadisco: amo i capoversi e i giochi di parole, le assonanze e gli enjambement, l’ermetismo di un verso che può volere dire tutto o riferirsi a mero esercizio ludico. E’ il miracolo della Poesia, dopotutto. Un incanto che ho faticato molto a ritrovare nel mestiere (o nell’ambizione, per meglio dire) del giornalista. Una pelle in cui sto scomodo e alla quale certamente non appartengo ancora (troppa inesperienza, troppi scarabocchi narrativi e poca voglia di riportare i fatti fotografati per come sono).

Per questo, pur essendo lusingato delle mie collaborazioni nella stesura di articoli di critica musicali di dischi per artisti emergenti e non solo sulle summenzionate webzine, ho sempre cercato di cullare la mia passione smodata per i versi e di crearmi un tunnel che mi riportasse alla luce di una pubblicazione di un’antologia poetica. Quello , avrebbe voluto dire il mondo per me. E quindi già da adolescente ho inviato materiale a destra a manca, avanti e indietro, posta certificata e poesie inedite scritte al momento, irrecuperabili per sempre e scartate chissà in quale momento esatto della selezione.

Moltissime porte chiuse in faccia, e non parlo solo delle grandi case editrici, dalle quali non mi aspettavo che un innocuo sbadiglio di disinteresse. Mi riferisco alle case editrici indipendenti, delle quali ho sempre avuto stima e che ho sempre cercato di sostenere (e sostengo ancora) per la loro ottima capacità di selezionare nuovi talenti. Ricordo che è ancora attiva la ferita della totale indifferenza della casa editrice Interno Poesia, alla quale per bene due volte ho sottoposto l’attenzione di due manoscritti inediti, nei quali avevo riversato la vita, e che non hanno provocato nemmeno un No, grazie, non fa per noi come risposta.

Pazienza, mi ero detto. L’orizzonte è amplio e il mondo contempla una varietà incoraggiante di proposte. Prima o poi qualcheduno avrà a cuore le mie parole e si assumerà il rischio di pubblicarle anche se provengono da un autore emergente. Così ho continuato a non arrendermi. D’altronde non mi è mai appartenuta, la resa. E non perché non vi sia nulla da perdere, in tutta questa tenacia – Dio mio che luogo comune! Da perdere ce n’è eccome: le energie  sfiancate dal continuo peregrinare di scrivania in scrivania per non ricevere mai una risposta, il tempo che sembra sempre morderti le orecchie e invitarti a rinunciare e a bere una tazza di tè mentre ti godi video di standup comedy su youtube. Ma amo la poesia e non credo abbia scelta in tutto questo.

Così ho cominciato a stamparmi nei vari offlicence di Londra le mie poesie, quando ancora non avevo una stampante e non avevo importato la mia vecchia Hp dall’Italia. Tre-quattro testi che avevo tradotto in inglese e ho cominciato a vagabondare per le serate poetiche londinesi. Con un’ansia perenne e un senso di forte disagio, perché sentivo che il mio inglese non era buono abbastanza e che la mia presenza sul palco equivalesse a quello di una platessa. Ma ancora una volta, in apnea rispetto ai miei affanni, mi sono fatto forza e ho continuato a portare in giro la mia poesia. E a inviare manoscritti, documenti word, lettere di presentazione faraoniche come se ogni casa editrice fosse stata la Mondadori. Che non è nemmeno la mia preferita, ma è per rendere l’idea.

Un giorno torno dal mio lavoro d’ufficio (perché un tempo ero fiorista, qui nella capitale, ma poi mi sono dato la sfida di un ambiente tutto nuovo in cui testare le mie capacità) e ricevo una mail, bella e genuina, da un editore della London Poetry BooksMi scrive che ha trovato le mie poesie molto toccanti, erotiche, e fuori dal comune. Rispondo che mi stranisce l’elemento sensuale, perché per ogni accenno – velato o esplicito – alla sessualità, ho sempre pensato a un equivalente fisico del desiderio intrinseco ad ogni umano di usare a pieno potere i cinque sensi di cui dispone. Nulla di sconcio elaborato, ma rimango comunque sorpreso.

Beh, long story short come direbbero qui gli inglesi: il mio libro è uscito il 25 ottobre, lo potete acquistare su Amazon, dal sito ufficiale della casa editrice , da Lulu o direttamente dal sottoscritto (inviandomi un messaggio o commentando qui in basso), ed è un’investigazione durata dieci anni di pensieri annotati lungo il percorso dei miei passi. Piroette di inchiostro che ho editato sino all’inverosimile, talvolta tradotto, talvolta partorito ex-novo dopo un’escursione al club terminata male, un pianto ininterrotto o una semplice elucubrazione da volo pindarico durante la pausa pranzo a lavoro. Segni del tempo che mi trascino come ombra, inevitabile e indelebili. Brezze e burrasche, come sempre sono i venti di un Capitano.

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Japanese Tosa è il nome di una razza canina che è vietato assicurare, qui nel Regno Unito come in diverse parti d’Europa, a causa del suo assetto comportamentale imprevedibile. Troppo rischio, da un punto di vista assicurativo. Una mentalità alla quale mi sono avvicinato di recente, per voglia di sfida lavorativa e d’ingegno, per temperare il mio problem solving e anche – perché nasconderlo – perché se si vuole continuare a inseguire un sogno si ha bisogno di solide finanze, e non verranno mai dai lavori saltuari cui ero costretto in passato e dai quali scappavo, per l’appunto, scrivendo. Se ora mi volto indietro e rivedo la mia curiosità bambina disperdersi come laser puntato dritto agli occhi della notte, sorrido e benedico la mia costante voglia di avere il naso fuori dalla finestra. Perché mi ha portato in Austria e Cambridge, a fare il ragazzo alla pari. A fare parte della prima redazione di un podcast scolastico all’interno di un Liceo. A intraprendere in solitaria un’esperienza di podcasting mia, e poi ancora un’altra in compagnia di due professionisti a parlare di musica.

Può sembrare poco per i più, ma per me è stata una palestra che non aveva nulla di scontato, e se avessi continuato per il percorso che la mia famiglia aveva spianato per me, questi guizzi di serendipità non li avrei mai incontrati, abbracciati, difesi. Sono grato alla ribellione e alla mia inquietudine, perché mi muovono e mi spingono sempre un po’ più in là. E la mia memoria colleziona diapositive dal tempo e le stempera con la leggerezza di sa che alla fine, ciò che conta, è sempre darsi da fare. Con la consapevolezza che spendersi in nome della propria voglia di fare è un regalo prezioso che esso stesso poesia. Materia che carbura la nostra esistenza misteriosa in questo piccolo pianeta bluastro.

Dedico questo libro a chi in questi anni ha creduto in me, a chi ha ascoltato e apprezzato i miei contenuti, siano stati un articolo su Il Veliero (sul quale non scrivevo da almeno un secolo), Quaquaversal o su Instacabilmentecontaminazioni,o ancora una recensione su StandOut, o un progetto poetico accompagnato da tappeto sonoro su Soundcloud .

Lo dedico in special modo a mia madre e a mia nonna, due madri premurose e dall’etica severa, ma indispensabile per forgiarmi alla disobbedienza intelligente. Alle mie sorelle Guinea, mia vita stessa e essere umano speciale ed Emily, mio trionfo contro tutte le brutture cui sono esposto durante la mia quotidianità. Al mio compagno Lucas Pistilli, giornalista formidabile, animo ancora più inenarrabile e uomo incredibile. A Barbara Favaro,  Scrittrice dal talento mastodontico, stacanovista, amica straordinaria, che amo dal profondo del mio cuore. Alla mia Professora di spagnolo (e se mi stai leggendo, Ersilia, sappi che ti penso spesso, soprattutto quando converso con i miei coinquilini spagnoli e insieme guardiamo i film di Almodóvar, e che ti abbraccio, dovunque tu sia, perché ci siamo scambiati molto affetto con l’onestà intellettuale di rispettare i nostri ruoli).

E a te, che hai letto questo righe e hai compreso, che dare vita a un libro per qualcuno può essere tanto emozionante come partorire un bambino per qualcun altro.

Ci si augura sempre di poter essere in grado di prendersi cura di lui, di nutrirlo al meglio e di garantirgli la migliore educazione. Lo si lascia crescere con la speranza che non ci abbandoni mai seppur con la consapevolezza che un giorno crescerà e s’incamminerà per la sua strada. Ecco, Japanese Tosa ha fatto il suo debutto ieri sul palco di Vauxhall, al Tea House Theatre, accompagnato da applausi e dolci strette di mano. Lo porterò in giro per tutta Londra e dovunque potrò. Nel frattempo, voi, statemi accanto col vostro meraviglioso pensiero.

Vostro Capitano

Amami

Amami digrignando i denti
come un randagio che sbava desiderio
impaurito soltanto
dall’idea della mia dipartita
perché io ti amerò come un fachiro che impavido
si addormenta sugli aghi
che gli trapassano la pelle
ti afferrerò come l’uragano scoperchia le case
i tetti voleranno via come i vestiti
stesi ad asciugare
tu amami come le radici che graffiano la terra
nel tentativo di toccare il cielo
donami un futuro nella mente
sconfiggi il mio terrore alcolico
di presumere che abbia avuto un orgasmo
che fosse una sinapsi in preda alle droghe

amami e ricordami
perché non saprò vivere di nient’altro
da oggi in poi

 

El Dia de Los Muertos ( nueve poemas en enespanhol )

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1) mia madre vi al diablo
envuelto en un manto de delicias
en la oscuridad las luciérnagas ocultan
el atroz incendio detrás de la puerta
mi abuela sintiò unos espiritus
taparle la boca y sellarle la garganta
ignoraba la superstición
de nunca omitir un bostezo
cuando el mal necessita su oxigeno
asì ha cumplido el silencio
reservando a la vida
eterna aprobación
yo perdì a un angel
despellejado por el fragil
llamado de la sombra
la encontraron exánime
en un charco de olvido escarlata

nunca me perdoneré
no decirle que ella
habria cambiado cada coma
de la novela que nunca
tuve valor de escribir?
2) me enamoré de ti
cuando sentì el olor incendiario
de los fuegos artificiales
cuando me perdonaste la sifilis
etiquetandome sobre facebook
en un post de Loredana Berté
puedes ser genio y demencial
y eso, lo sabes, reaviva mi corazón

3) Enamorarse es granizo que roza
las palpitaciones enloquecidas
de mis auriculares
es océano que toma vida
del papel pintado
es una misiòn de misiles
que investiga un planeta desconocido

es dónde dejo caer mis manos
el lugar
dónde elijo vivir
4) la niebla bracea
cuando soplo contra su cara
se encoleriza y baja
la violencia del invierno
yo necesito ver tus ojos
que se haga realidad
el milagro de esta vida

lo necesito escrito en mis venas
el cabo suelto del tiempo
porque cuando me besas me parece
que he nacido por este momento
que todo era pensado
para que viviera
roadeando tu ombligo

5) de la tierra firme reman los angelos
que saquean al mal
las malas intenciones
les disintegran como pan rallado
asì me momificas
en mi mejora calidad
asì fosilizas para siempre
este enamoramento juvenil

6) reir, junto a ti
es abrevar la tierra
cansar los planetas
adornar las paredes
que contienen intactas
el amor in fieri que suena ahora
tù de mi conosces el llanto
lo que me divierte y me entretiene
no necesitas saber
de los eclipses que pasan entre my y el sol

la anatomia de la maravilla
es una telaraña diseñada alrededor
de tu cuerpo envuelto en mi espiritu

7) cuando dejas mi cuerpo yo puedo
oler un perfume intenso de limones
persigo el huerto y descubro
tu silueta entre las zarzas
que sigue arrancando de mi
el miedo de enamorarme

8) el burbujeo del llanto
me marea cuando
es mi visiòn que llora
y mi memoria es vacua
te dice que en el dia de los muertos
he pedido tu mano
no para casarte conmigo
sino para frotarme la espalda

9) cuando te veo
siempre pico las cebollas
las lagrimas rebotan
en la duramadre del recuerdo

y tengo en mi cabeza
un solo de violonchelos
contratado por Peter Gregson
créeme sé interpelar
lo oculto de mis emociones
y quiero amarte en la cornisa
de tus dudas magulladas

sé asertivo como el viento
que para matar las hojas
primero les canta
siquieres mi cabeza
entonces bésala hasta sobornarla
de humedad salival

Sponsa Christi (7 poesie erotico-religiose)

Naviganti cari, ecco 7 poesie (scritte in italiano e portoghese) scritte dal Capitano e interamente dedicate alla figura di Christina di Markyatemistica decisamente sui generis, che amò Cristo a tal punto da avere delle visioni molto intense, decisamente troppo spinte per la morale ecclesiastica. La sua vita ribelle, lontana dai voleri affettivi e incentrata interamente su una passione sfuggente, ha inspirato quanto segue. Mi auguro possa piacervi. Tutte le seguenti poesie sono nate all’interno della meravigliosa palmhouse di Kew Gardens, a Londra, il mio rifugio spirituale. Un abbraccio.

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I promemoria e i cruciverba
nella stanza impregnata dei tuoi odori
non lo sanno che a ottobre i ciliegi
sbuffano impetuosi
allo spuntare del giorno
la vita che conservo in me
è un seme alieno maturato altrove
quando il senno di un tuo sguardo
rimproverava il mio vagolare

Lembretes e palavras cruzadas
na sala impregnada com seus cheiros
não sabem que em outubro as cerejeiras
suspiram impetuosamente
ao nascer do dia
a vida que guardo dentro de mim
é uma semente alienígena amadurecida em outro lugar
quando a sabedoria do teu olhar
censurava o meu vagar

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La consistenza del nocciolo
la rabbia che ingoio
la magnolia che assaporo
è un inganno il cielo
è il tuo solo occhio tra le cosce

Con un vitreo appuntamento
al limite del tuo dolore
scopro ancora che sei tu
il perfetto algoritmo del mio stare al mondo

a consistência do grumo
a raiva que engulo
a magnólia que saboreio
o céu é um engano
é o teu único olho entre as coxas
com um encontro vítreo
no limite da tua dor
ainda descubro que você é
O algoritmo perfeito da minha existência no mundo

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Rintocchi queste carni
come campane che annunciano il vespro
riaffiori da ogni tessuto
organico come emorragia
ti restituisci la visione delle cose
proprio quando risollevi il volto dalla sabbia
riprendi il tuo crocifisso tra le mani
proprio quando il bacio ha raggiunto labbra
troppo distanti dai denti

Cristo,
tu non ingarbugli mai chiarezza
tra le retine dei limoni eppure quei tuoi inganni
quei tuoi orgasmi eleusini
sono la chiave di volta
per accedere al brivido

As badaladas das nossas carnes
como sinos anunciando a manhã
reflorece de cada tecido
orgânico como uma hemorragia
você devolve a visão das coisas
quando levanta o rosto da areia
retoma teu crucifixo nas mãos
justamente quando o beijo chega aos lábios
longe demais dos dentes

Cristo,
nunca brincas com a clareza
entre as retinas dos limões ou de teus erros
aqueles teus orgasmos de Elêusis
no âmago
para atingir a emoção

 

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 La mia musica è il tuo ansimare
gemo mentre attento
rimbocchi il rosario delle mie ferite
acuto arpeggi gli occhi
suoni le palpebre che ruotano
nel godere impavido del tuo Vangelo

Minha música é o teu fôlego
gemo enquanto atento
reabasteces o rosário das minhas feridas
arpejos agudos dos olhos
soam as pálpebras que giram
no gozo impávido do teu evangelho

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 Tu sai bene e senza remore
che esaspero ogni mia visione
per incontrarti nel deserto coltivato
di un’astinenza asperrima
che si congeda attonita
che si placa indomita

Se frusto ogni centimetro
di desiderio
si rianima ogni millimetro
di miracoloso amplesso

Dio sei bussola
ove dirigo schizzi
di pura palpitazione

Conheces bem e sem hesitação
que exaspera toda a minha visão
para encontrar-te no deserto cultivado
uma abstinência absurda
que se despede estupefata
indomável

Se maltrato cada centímetro
de desejo
se fortalece a cada milímetro
de miraculosa paixão

Deus, tu és uma bússola
onde comando os esboços
de pura palpitação

 

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I semafori a gettoni
li ho visti mentre attraversavi
concupiscente le mie intenzioni
sopperivi all’asciuttezza del mio corpo
gli organi derisi dal tempo
chi non fa sesso ha in sé lo spasmo
di ogni pianto prostatico

Semáforos a pagamento
os vi enquanto atravessavas
concupiscentes são as minhas intenções
suprimias a secura do meu corpo
os órgãos ridicularizados pelo tempo
quem não faz sexo tem em si o espasmo
de cada choro prostático

 

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Spegnimi come la notte
accendimi come la settima tromba
che preannuncia l’Apocalisse
dentro me scorrono le locuste
che inveirono contro i raccolti
in te ogni cosa è poetica
ogni languore poietico

Fottimi
Penetrami
Lascia che la pelle faccia la sua muta

Così muterà
il destino mio
di desiderarti invano

Desligue-me como a noite
ilumine-me como a sétima trombeta
que anuncia o Apocalipse
os gafanhotos escorrem dentro de mim
que se enfurecem contra as colheitas
tudo em ti é poético
toda languidez é poética

Foda-me
penetra-me
deixe a pele fazer a sua mudança
assim mudará
o meu destino
de desejar-te em vão