Amami

Amami digrignando i denti
come un randagio che sbava desiderio
impaurito soltanto
dall’idea della mia dipartita
perché io ti amerò come un fachiro che impavido
si addormenta sugli aghi
che gli trapassano la pelle
ti afferrerò come l’uragano scoperchia le case
i tetti voleranno via come i vestiti
stesi ad asciugare
tu amami come le radici che graffiano la terra
nel tentativo di toccare il cielo
donami un futuro nella mente
sconfiggi il mio terrore alcolico
di presumere che abbia avuto un orgasmo
che fosse una sinapsi in preda alle droghe

amami e ricordami
perché non saprò vivere di nient’altro
da oggi in poi

 

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