#Penetralia #day76

egeria delle mie mani
la poesia è osso sacro
la metamorfosi dei miei pensieri
la pelle che abito
la galassia che percorro
il ritmo che circoscrivo
alla mia sola voce

la liana che mi solleva
dalla mia palude
come un elefante
che vola via dal fango

#Penetralia #dy75

allerta
il tuo animo intensivo
di donarmi ogni giorno
la mia porzione di immortalità
un benestare di De Beers e Gran Mogol
perché se così non fosse
se il tuo rancore bruciasse la mia pelle
l’edera che ho dentro avvamperebbe
proteggendomi dai lampi
del disadorno dell’incuria

allerta
il bilico del mondo
potrei inciampare e farmi male
per raggiungere le labbra
che chiudi alla mia lingua
volesse il cielo ti si aprisse
una porticina piccola per le mie lacrime

mi percuoterà
la vita centrifuga
mi divertirà
la mia ricerca ossidrica
questa mia sete impavida
pazza di “sì”

 

#Penetralia #day73

lottano Ra e Apofis
nell’arazzo alle mie spalle
in un passato mitico che è sabbia
nel vaticinio delle mie disfatte
nei miei batik variopinti
come un Inca so benissimo
che il sole potrebbe scappare
lasciare il mondo nell’oscurità
quindi preciso
che al serpente preferisco il fuoco
il dio del bruciore e della vita
la mano che striscia
per farsi strada lungo un suono
ab aeterno inespresso

 

 

#Penetralia #day71

la notte disinibisce
le pulsioni vibrano come mandorle
a solleticare il palato
un gomito che traccia alle tue dita
le carezze di un compasso
che s’apre alla vita con punta ineffabile
la tenerazza è il giubbotto antiproiettili
per arrivare a terra senza rete
senza colpi inferti da ferocia
senza rimanere sempre in cerca
di un’espiazione inflitta in breve

la notte preannuncia gli abissi
quel tuo tremare di fronte alle ombre
quel tuo conoscere ciò che la vita nasconde
quel tuo essere
la mia eclissi

#Penetralia #day71

è vero che un palmo di una mano
da solo non reca frastuono
ma frastorna ugualmente il mio amore
per l’attenzione che rivuoi su te
le preposizioni seguono
la scia del tuo prefumo
dritto come una didascalia
al plesso solare del mio innamorarmi

la diade non mi è mai piaciuta
eppure l’afferrabilità
delle tue guance
rinverdisce in me come tuono aspro
baritonale per sua ammissione
accanto a me il tuo fiato corto
diventa un cielo sconfinato

il cuore è in fondo alla corsa
lasciami raggiungere
a bracciate la tua essenza
a tentoni il tuo orgoglio
a balzi la tua dignità

 

#Penetralia #day70

il duodenario sottende
la mia tragica dipartita
o forse no, è solo un salto
un piegare arterie e femore
per incallirsi al sole

il dodici, s’intende
parla della nostra fratellanza
racconta dei nostri destini
uniti come un fiocco
sulla cima di un pensiero
legati come cima
che issa una bandiera

dodici fatiche erculee
dodici rintocchi all’alba
dodici volte ho detto tutto

a te, guardiano implacabile
dei misteri celesti
che mi guardi attonito
di quello sbigottimento immobile
che adoro aspirare in me

 

#Penetralia #day69

mi ecciti con totalità felina
un disco lanci in me vorace
inghiotto il tuo fiato aperto
al vento caldo dei tuoi desideri
dalla finestra delle agitazioni
si calano i vestiti più ingombranti
ci ritroviamo pronti
a lanciarci in pasto ai denti

sbranerai i miei lamenti
affogherai nei miei centimetri
di pelle già tua

non la rivoglio indietro

 

#Penetralia #day68 #poesia

come Demetra io

vorrei digiunare per nove notti
per raccontarti all’orecchio
che non ho niente più da dirti
quant’è salato un frutto
quando dentro
cela un’evocazione vivida
di un ricordo arso dal tempo

attraverso l’appetito
credo di arrivare alle spalline
della tua voce incantata
quel che vedo è l’irreale
un terrazzo sopra il compimento
il mio Yom Kippur è un bacio
la benda che cade al soffitto
il pavimento che penzola sul mio capo