#Penetralia #day22

A giudicare dalla tua cavalcatura
tu eri un’aquila e io un leone
o per meglio dire: tu eri il ritmo delle stagioni
accanto
stavamo l’un l’altro come lancette di orologi
ti dimenavi fra le ore
io palpitavo tra i secondi
ci si incontrava allo zenit
delle ore perdute

per me il tuo respiro aveva
la consistenza del re della rugiada
irroravi le mie labbra di immenso
dalla rupe della complicità
rotolavano i massi degli alterchi
tu vedevi più in là
soltanto del naso
il tuo becco adunco
si era fatto amico il tacere
l’osservanza dei raggi
che mi scottavano il pelo

in fondo noi abbiamo prediletto
l’aquilone e la sua danza celeste
finché ha avuto ali il desiderio
ci siamo rintanati nell’ostile
ma nell’arabesco dell’amore
la vita ha rivelato la sua essenza
la bellezza si è proclamata infinita

a giudicare dal tuo viso
la costellazione vincente
è stato l’abbraccio animale
che abbiamo affidato al tempo
come sacro bilanciamento
della nostra unione

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