Io me ne resto a casa


Avrei voluto dirti
che la mia parte preferita
erano i prati finti nelle cartoline
il rivolo di gioia nei tuoi occhi
il rossore falso dei tuoi peli
che mi avvolgevano la voce
rendendomi un bel po’ Chewbecca

dirti anche,
dal finestrino dell’autobus
che le tue scarpe erano scomode
molto meno del cuore che vibra
delle farfalle che svolazzano al buio
non come lucciole, come lanterne volanti
dirti che quell’amore irrovesciabile
era nato capovolto

sai, amore
la vita avrà altri porti in cui gettarsi
la pioggia ammuffirà gli sguardi
di chi pensa che la vita sia un block notes
per annotare i passi a scanso di grafite
io nell’inquietudine sospesa
per non far torto al sole che ti tocca
me ne resto chiuso in casa.

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