Nude skin (short anthology of poems written in English)

Naviganti, io non sono capace di stare lontano da questo blog. Pur occupandomi di altro (la ricerca di Bellezza sul blog ‘Instabilmentecontaminazionidarte‘, recensioni di album emergenti e di autori affermati sulla webzine ‘StandOut webzine), il mio cuore rimane sempre qui.

Oggi vi propongo la lettura e l’ascolto di una mini antologia poetica di scritti cui ho dato vita nel mio periodo di soggiorno nella cittadina inglese di Cambridge. Buona lettura e buon ascolto.

Per la lettura >>>> NUDE SKIN

Per l’ascolto >>>>  di seguito

lupo

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Dekreviews#3 “Il mio cuore è più stanco della mia voce” di Oriana Fallaci

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Raccolta delle sue conferenze in giro per Chicago, California e Cile, Il mio cuore è più stanco della mia voce ci presenta, per le vie traverse della voce, questa volta, e non della scrittura, il pensiero predominante della scrittrice fiorentina (guai a definirla giornalista!): l’ossessione per la libertà, passione da lei definita ‘ostinata’ e ‘monotona’, che l’ha accompagnata non solo per tutta la sua carriera, bensì per tutta la sua vita. Un appetito che ha caratterizzato tanto i suoi esordi clandestini sotto le bombe quanto i j’accuse contro la falsa integrazione presenti nella trilogia iniziata con il dissacrante La rabbia e l’orgoglio. Una voce, la sua, che diviene scrittura anche quando vorrebbe farsi testimonianza viva, riuscendoci nel migliore dei modi: coinvolgendo, sconvolgendo, risvegliando. Ovviamente, e lo saprà chi è un appassionato, i riferimenti alle opere Un uomo, Saigon, Intervista con il potere vertono sempre a favore di un desiderio dell’autrice di sobillare, destare. Un smuovere le coscienze che non ha mai temuto, che le è costato molto in termini affettivi e personali, ma che le ha conferito un distintivo indubitabile di credibilità. Il suo amore per la poesia, qui non certo inedito, accompagna la lettura per dimostrare che “Un uomo”, a conti e sacrifici fatti, lo possono essere tutti. 8,5/10

 

Tempo di… Bellezza!

Naviganti… vi avevo promesso o no che avrei continuato a occuparmi di Bellezza nelle sedi opportune? Ecco un altro contributo alla ricerca di Bellezza proveniente da ogni parte, che potrete leggere qui (cliccateci sopra). Colgo anche l’occasione per segnalarvi il sito web della Redazione di cui sono parte, che si occupa a 360 gradi di musica, sia emergente che d’autore. Recensioni, interviste, podcast, approfondimenti: non avrete che l’imbarazzo della scelta. Perché non curiosare e lasciare qualche commento/condivisione? Il Capitano vi aspetta, fiducioso.

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Un abbraccio!

Dekreviews #2 “Cose preziose” di Stephen King

“Vendere l’anima al diavolo” è dalla notte dei tempi l’espressione di corruzione per antonomasia, ma quando l’anima è svenduta accessoriamente a un traguardo materialistico, allora la faccenda si complica e possono nascere incantevoli risvolti psicologici. Lo sapeva bene il King di Needful things, romanzo del 1991 che faceva del monito ‘caveat emptor’ la trama massiccia di un tomo non indifferente per pagine e descrizioni. Troppe, quest’ultime, come sempre croce e delizia del re dell’orrore, come sempre essenziali per alcuni, evitabili, almeno qualcheduna, per il sottoscritto. Perché se è vero che è divertente imbarcarsi per spirali che culminano sempre a un passo dal traguardo senza mai rivelarlo del tutto, alla lunga è stancante conoscere ogni psicologia immaginabile di ogni abitante di Castle Rock, città che viene sconvolta dall’arrivo del demoniaco venditore Leland Gaunt. Un cattivone, sia ben chiaro,creato al solito magistralmente, una presenza inquietante come la metamorfosi di Seth Brundle ne La mosca di Cronenberg. E questo, si sa, è il fiore all’occhiello delle narrazioni made in Maine del componente dei Rock Bottom Remainders. Una lettura consigliata, in vista degli ombrelloni o ancora meglio: in vista di un diversivo dagli europei di calcio. Tanto King non ha bisogno di descrizioni, ci pensa già lui a fornircene abbastanza. 7,5/10