Jukebox #1 AAA cercasi di Carmen Consoli

Ehi, naviganti!
Qui sul Veliero apre una nuova rubrica dedicata alla musica: Jukebox!
Cos’è? Nient’altro che un consiglio puntuale su una canzone da ascoltare che il Capitano metterà all’interno del suo personale Jukebox di bordo.
Non mancheranno sorprese, fidatevi.

Chi: Carmen Consoli
Quando: 2010
Dove: tratto dalla raccolta Per niente stanca, titolo anche dell’omonima canzone dedicata al suo caro amico morto di a.i.d.s.
Perché: perchè è una sprezzante denuncia che con tagliante sarcasmo e pungente ironia dipinge un quadro grottesco della condizione femminile in Italia (e non solo, chiaramente).

Testo: 

Cercasi avvenente
Signorina ben fornita intraprendente.
Giovane brillante
Ma più di ogni altra cosa dolce e consenziente

Cercasi apprendista
Virtuoso onesto imprenditore garantista
Offre a donzelle in carriera
Un’oppurtinità di ascesa inaudita

Donna giovane illibata AAA cercasi
Donna usata già rodata AAA cercasi
Donna sicula o padana, oriunda clandestina
Aaah vediamo come balli a suon di samba o cha cha
A colpo d’occhio sei portata e molto telegenica
Ma forse ti interessa più la musica

Cercasi badante
Un ottantenne miliardario affascinante
Offre a cagne di strada
Un’ opportunità di vita più agiata

Donna ipenitente e ladra AAA cercasi
Donna santa e incesurata AAA cercasi
Deceduta il giorno prima basta che sia bona

Aaah come baceresti se dovessi fare cinema
Scena prima ciak motore azione poi si gira
O forse ti interessa la politica
Aaah ministro degli affari a luci rosse o di cosmetica
Al giorno d’oggi tra i due sessi non vi è differenza
Il bel paese premia chi più merita

Come cantaresti anima mia o finchè la barca va
Al primo ascolto sembri assai portata per la lirica
O forse ti interessa l’astrofisica…

La conoscevate? Vi piace? Vi ha convinto?

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Red rose

What do I see in love,
Love is a miracle of life
It’s like a pinprick of joy and happiness
Don’t be fick, love is like an ocean
Calm and blissfull while the sun reflects its blessings
Or like a tidal wave crashing and painful emotions
feelings of love are a shove to a right direction
Like sign leading you strate but don’t be great fool
Take wrong way no way! Divorces and remorses you should of
Walked the right side to the right way no need for divorces ,
brake ups or pain just refrain from causing too much pain-
Love can be magic

*se trovi l’imperfezione, lascia che vibri esattamente dov’è.

– Martin Taufmann

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Intervista al Capitano!

Ehi, naviganti!
Il Capitano torna al suo Veliero dopo una lunga pausa che si era preso dal suo blog e dalla sua piattaforma adorata, quella del podcast. In questo mese è successo moltissimo e ora consocerete tutto in formato mitragliatrice: non vi lascerò più soli nemmeno per un istante.

Tra la pioggia di sorprendenti notizie che stanno per irrorare i vostri schermi c’è quella di un’intervista a sorpresa che Claudio Olla mi ha voluto fare per il suo music show, in onore del suo diciassettesimo episodio.

Sono stato onorato che molti mi abbiano inviato così tante domande, divertito dai toni amichevoli e di reciproca stima dell’intervista, rinvigorito dalla passione che vive come fiamma eterna in così tante menti. Grazie di cuore. La ritrovate qui, se volete ascoltarla, oppure sotto questo paragrafo, se preferite leggerla. A presto, naviganti!

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Cl = Claudio ; Ca = Capitano

Cl: Prima domanda: andiamo subito a come è nata l’idea del nome del tuo podcast e tutta la storia, quindi da dove hai iniziato la storia del tuo programma.

Ca:  L’idea del nome del podcast e quindi de il Veliero nasce da un mio immenso amore per la letteratura di mare, che non ha una vera e propria categoria se ci pensiamo, non ci viene insegnata nelle scuole in quanto tale, però io l’ho sempre vissuta un po’ così e quindi tutti i grandi classici scritti da Melville, Coleridge, tutto ciò che ho tentato di inserire è parte del mio grande amore per la letteratura di mare. Quindi il Veliero ricorda un po’ questo grande viaggio per mare che mi auguro l’ascoltatore faccia, di puntata in puntata , nonché mi è stato suggerito dall’ editor dei miei testi e curatrice del montaggio audio che è la storyteller Barbara Favaro che mi fa: Ma perché non chiamarlo veliero? Io l’avrei chiamato il Vascello, che richiamava Emily Dickinson, che era il punto focale della prima stagione, ma poi abbiamo deciso che il Veliero ci piaceva di più

Cl: Bene, la seconda domanda: la puntata che ti è piaciuto di più fare?

Ca: Allora… premettendo che costruire una puntata è mettersi dietro le quinte della propria ricerca e quindi è sempre un’esperienza ammaliante. Io mi diverto come un bambino. Chiaramente io amo i sipari, amo gli epiloghi e quindi la mia puntata preferita è la decima, quella dedicata a Emily Dickinson, perché ho dovuto rileggermi tutte le lettere, rileggermi alcune poesie anche meno conosciute, spesso in lingua originale, e dunque è stato divertente.

Cl: Andiamo subito con la terza: altri poeti che vorresti proporre ancora?

Ca:  Io ho un amore folle per la poesia, perché non Rimbaud, Alda Merini, Montale? Perché non scrittori? Metterei anche Arto Paasilinna, questo scrittore finlandese fighissimo, quindi tanti poeti tanti scrittori: non ci sono altri che ho in testa per adesso, ce ne sono molti, nessuno nello specifico. Emily meritava una puntata nello specifico proprio perché è Emily e dunque per me è una spanna sopra tutti gli altri.

Cl: Beh ma su questo ti do perfettamente ragione, assolutamente. La seconda stagione quando partirà?

Ca:  La seconda stagione partirà a metà maggio, diciamolo, hai l’esclusiva. E’ ufficiale: stiamo preparando, tuonano i cannoni, sto preparando il materiale e sarà – mi auguro – sempre divertente.

Cl: Quinta domanda: la musica italiana è davvero rappresentata da Emma Marrone e soci (quindi penso ai ragazzi di Amici)

Ca:  No, assolutamente no. La mia puntata sulla decadenza della musica italiana è nata sotto il segno delle statistiche, delle classifiche e quindi non possiamo ignorare che la musica che vende in Italia sia quella dei talent show, quella diciamo dei reality in formato musicale quindi tutto il reame-ciarpame che la televisione ci propina. Io non mi sogno di associare la musica italiana a quelle schifezze, davvero non mi sognerei mai. Per me  la musica italiana sono gli Afterhours, i Verdena, i 99 posse oppure i vecchi idoli, chiaramente, De Gregori, Dalla e compagnia bella. Quindi per me non è rappresentata da loro, purtroppo però è rappresentata da loro nel momento in cui loro riescono a vendere e i ragazzi emergenti no, si trovano le porte chiuse in faccia. Dunque sì, è rappresentata da loro, anche se il valore musicale in Italia va rintracciato altrove.

Cl: Ed è un problema che c’è veramente da anni, io lo dico sempre. Citerei anche Gaber, Mina.

Ca: Chiaro, chiaro

Cl: Anche i primi Celentano

Ca.  Ma perché no, ma anche volti nuovi: una Levante, Erica Mou, Maria Antonietta , assolutamente sì ci sono.

Cl: Prossima domanda: se potessi condurre un’altra trasmissione su che cosa la condurresti?

Ca:  io vorrei tanto fare una trasmissione alla Orrori da gustare, non so se hai presente. Proprio perché per chi mi segue la prima puntata del veliero è stata sperimentare migliora la vita e questo è il mio motto: io sono uno che mangia a schifo e a sbaffo, dunque quando posso unire la sperimentazione al mio gusto per il cibo mi va di lusso. Quindi sul cibo, la farei.

Cl: Che canali segui su youtube?

Ca:  Qui mi si ritrova un po’ ignorante, nel senso che io seguo a ritmo di scala mobile: guardo parecchio, inserisco nei video da guardare più tardi , spesso quel più tardi non arriva mai. Però c’è una bellissima community su youtube, non posso negarlo. Sono stato simpatizzante anche io per Yotobi, agli esordi, mi piaceva tantissimo, però non seguo molto, devo dire la verità. Sono sul web, ma come un’ombra al tramonto.

Cl: Nella tua trasmissione porterai ospiti? Se sì quale vorresti intervistare in un futuro?

Ca: Mi piacerebbe portare ospiti perché è sempre bello essere in due, piuttosto che essere da soli, è sempre più arricchente. Io porterei parecchi artisti nell’ambito musicale e letterario, che sono gli ambienti che più mi si accostano in quanto a gusto. Poi, ripeto, per quanto riguarda il web, ci sono molti volti che sono simpatici e promettenti. Tantissimi giovani che fanno recensioni di cui adesso mi sfugge il nome che contano davvero tanto e che quindi sarebbe mio privilegio portare nel programma che conduco.

Cl: Intervisteresti mai Belen?

Ca: Assolutamente sì, non c’è nessun essere umano che io non intervisterei. Io credo anzi che più sia miserabile l’intervistato, passami il termine…

Cl: Sì, sì, chi mi conosce sa che io passo tutto.

Ca: più sia spompato e più sia interessante l’intervista. Io poi sono un fan di lunga data di Oriana Fallaci e quindi le interviste impossibili mi elettrizzano.

Cl: Quindi compresa anche la sorella?

Ca:  Compresa la sorella, sì, a fare la gara a chi è più scema.

Cl: Chi mi conosce sa che è una guerra che sto portando avanti da solo, questo è il dramma

Ca: Ci facciamo spalla a spalla.

Cl: La tua cantante preferita? Questa è una domanda abbastanza classica.

Ca: Abbastanza classica e abbastanza facile, anche qui: la terza puntata del Veliero era dedicata a Björk, quest’artista islandese che io amo e stra amo, il che non significa che io non ami altre artiste. A partire da Janis Joplin a PJ Harvey o Erica Mou, passando per Laura Marling, che ho visto in concerto due sere fa. E’ una ricerca continua. (* ho dimenticato Kate Bush, ma è assolutamente ex aequo con le altre!)

Cl: Una persona storica che vorresti incontrare?

Ca: Io farei due chiacchiere e prendere il tè volentieri con Nerone, mi ha sempre affascinato. Assolutamente, però, in una location che sia ignifuga.

Cl: E che non sia Roma!

Nelle tue puntate metti musica emergente: da dove prendi le canzoni?

Ca: Le prendo da un contenitore fantastico di musica gratuita di gente che veramente si dà da fare per passione che è Jamendo, che si trova online, che tu conosci benissimo e che promuovi. Le prendo da lì: andate su Jamendo, imparate a conoscere questa faccia della musica che veramente merita.

Cl: Che cosa ti aspetti dal tuo futuro radiofonico?

Ca: A me piacerebbe moltissimo continuare a cambiare, mi piace essere camaleontico, mi piacciono le sfide. Da bambino io conducevo davanti allo specchio, come un demente e ora mi piacerebbe proprio condurre un programma, volentieri, non solo a livello del web, ma anche per una radio.

Cl: I tuoi film preferiti? Tranne vacanze di Natale, quindi tranne cose che non piacciono a nessuno…

Ca: Eh purtroppo piacciono a tantissimi, invece

Cl: A me no

Ca: Neanche a me, e siamo già in due, però guardando gli incassi… E’ come il discorso della musica: la qualità scadente piace a molti, vuol dire che molti sono scadenti. E’ un sillogismo giusto, secondo te? Secondo me sì.

Cl:Assolutamente azzeccato

Ca: La massa spesso è caprina, ma non per fare gli snob. I miei film preferiti: Little miss sunshine, Philadelphia, Dancer in the dark, Jumanji, Il labirinto del Fauno.

Cl: Che cosa ne pensi della macchina del tempo?

Ca: Io l’invenzione mi auguro che resti nei libri di fantascienza perché sarebbe catastrofico: togliersi il lusso di vivere il presente è un affanno sconclusionato che devasterebbe chiunque. Mai tornare nel passato perché è passato, è già fatto, mai anticipare il futuro perché toglierebbe lo sfizio di programmare, pianificare e attuare il presente. Quindi a che pro? Per quanto riguarda il programma lo adoravo. Penso chiunque l’abbia adorato , soprattutto chi appartiene alla nostra decade.

Cl: Ma anche Ulisse….

Ca: Sì, chiaro, i documentari… che uno poi dice Eh, il canone, ma a me ha regalato moltissimi momenti degni di nota, il canone, con i documentari fantastici.

Cl: Come non ricordare quello dei dinosauri!

Ca: Sì, io poi sono appassionato di musei, di documentari. Amo le storie e quindi faccio il podcaster , proprio perché mi piace condurre per mano nello stesso modo in cui Cecchi Paone sapeva farlo con me

Cl: Poeta preferito? Ma ora è scontato.

Ca: Io innanzitutto ho l’animo da femminista, direi Emily Dickinson. Come lei non c’è nessuno, come diceva la canzone.

Cl: Prossima domanda: Titanic è davvero un bellissimo film o fa schifo solo a me?

Ca: parlando di Titanic dobbiamo parlare innanzitutto della colonna sonora più brutta e melensa di sempre. Una Celine dion completamente sfasciata, non so se a causa del successo o per una cecità improvvisa. Una canzone totalmente zuccherina, veramente peggio di Moccia. Una canzone proprio brutta. Guardare un film con una colonna sonora così brutta è già una bella impresa. Il film… io non posso negare il mio passato, io ho la cassetta, ho il DVD, da piccolo mi piaceva molto la tragedia del Titanic, non la narrazione cinematografica che ne è stata fatta, però avendo solo quello per me era bello. Non la storia d’amore, ma il naufragio. Ma qui giocate in casa: chi mi segue sa che io adoro il mare, amo le storie di mare. Quindi mi piace la storia che c’è dietro, ma il film no. L’ho visto troppe volte, l’ho visto in periodi di ignoranza cinematografica, quindi no, non lo riguarderei.

Cl: Anche perché ha fatto moltissimi soldi su una tragedia. Sulle tragedie non si dovrebbe, secondo me.

Ca: Eh, ma lo sciacallaggio esiste dalla notte dei tempi

Cl: Purtroppo qua in Italia, di solito verso le cinque c’è un programma che fa sciacallaggio a sorpresa.

Ca: Ma lì, voglio dire, c’è la mummia, la vacca da latte della D’urso. Io credo che aprire una latteria alla sua età sarebbe uno scopo molto più dignitoso

Cl: Quindi ce l’hai anche te contro reality e cose del genere?

Ca: Ma oltre a lobotomizzare le povere menti – povere fino a un certo punto – di chi li segue, che servizio pubblico fanno?

Cl: Siamo arrivati purtroppo alla fine dell’intervista, ti hanno fatto molte domande, molte delle quali davvero originali. Ci vuoi ricordare i tuoi contatti?

Ca: Io intanto vorrei ringraziare chiunque si sia adoperato in nome della curiosità, che è la migliore qualità dell’essere umano. Se volete passare a trovarmi mi trovate sul ilvelieropodcast.wordpress.com, e qui trovate anche il blog, con sezione poesia, racconti, lettere, eccetera. E mi trovate anche su youtube, mi potete scrivere a aldotheking@hotmail.it Rispondo a chiunque, insulti compresi.

Cl: Sono arrivati anche quelli?

Ca: Eh, qualcosa è arrivato

Cl: Posso dire che sono dei cani?

Ca: Ma scherzi? Non mi piace la censura, e soprattutto sottoscrivo.

Cl: Siamo arrivati alla conclusione: ti ringrazio e spero di averti ancora ospite in questa trasmissione

Ca: La gratitudine è reciprocata. Grazie mille e a presto.

Chiuso

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Dopo che aspiri dal mozzicone
La metà di mondo che ti manca
Hai già guardato tutto
Hai già osservato il mio confine
Sul bordo scarno delle mie labbra
Sono stivali da viaggiatore
Sei una bufera di dimenticanze
Ed è lì: il mio stop e il tuo divieto d’accesso
E chi si muove
Chi si muove, Martin?

Dici che il mondo ti ha causato
Una decina di attacchi nervosi
Dov’è che sposti quel tuo sguardo
Quando sono invisibile ai tuoi occhi
E ti acceca la rabbia
E ti morde la collera
E ti appiccica al cuore
Quel manifesto di acuta indigenza
Quel tuo sibilo di pura insofferenza

Occhio, naviganti

Ecco per voi un articolo del Capitano per il magnifico progetto Visions make beauty

Stavolta il Capitano vi porta nel magico mondo dell’ High speed drawing mostrandovi il talento di Diana Diaz

https://instabilmentecontaminazionidarte.wordpress.com/2015/04/13/la-bellezza-dei-disegni-di-diana-diaz/

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Musei

I musei sono quello spazio sacro in cui ci si ritrova smarrendosi per quel tanto che si riesce ad ottenere dallo stress della vita. Dalla routine assassina che altrimenti sarebbe un giogo insopportabile, anzi: sono quello stesso dolcificante che rende l’esplorazione non un comodo ma una necessità potente. Quando si entra in un’area che non ha confini se non quelli che la mente percepisce di opera in opera o d’installazione in installazione si annusa finalmente il garbo dell’essere amati nel posto giusto, nel meglio dell’umanità, nella premura di preservare ciò che siamo stati, ciò che abbiamo prodotto, ciò che vorremo e vorremmo essere.
Sono strazianti, i musei, sono quell’ abbraccio alla curiosità totale, così intenerito dalla suggestione di lasciarsi afferrare i pensieri, così incoraggiante per ogni giorno a venire.
Il posto giusto al momento qualunque, che diventa giusto di conseguenza.

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