Il ritmo

Nel momento stesso in cui all’ultimo anno di liceo i miei coetanei si interrogavano sulla scelta dell’argomento della tesina, io l’avevo già sapientemente scelto e declinato a suo modo l’estate precedente, vittima folgorata di un video-documentario sugli aborigeni australiani. Molte cose erano accadute da quel punto: avevo tradotto tutti i testi di The dreaming di Kate Bush, letto Castaneda, divorato infinite volte Gommalacca di Battiato, divenuto giullare di corte. Sentivo che avrei dovuto optare per la sincerità e scelsi di parlare di quello che mi stava capitando, di quanto io stavo vivendo. Parlai dunque del ritmo. Spero che questa condivisione vi faccia respirare un po’ di quella sana aritmetica curiosità acrobatica che io sento, quando ballo scomposto o quando indago. E che ho vissuto in quei mesi di ricerca ad incastro per quei dieci minuti smorti di ascolto fasullo della commissione esaminatrice.

Tutta la vita è una musica

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Norwegian Wood

Amai il libro di Murakami. Gli dedicai una poesia. E scoprii la canzone dei Beatles.

Norwegian wood
La sento già schitarrata
Da Reiko nella selva dei rimpianti
Naoko snocciolava precoce
Immagini di inferni verosimiglianti
Watanabe,curioso
Pensava
Riflettendosi negli occhiali da sole
Dell’ariosa Midouri
Mentre infuriava il germe melanconico
Di una pioggia morente
E un “Ti amo” fuoriuscito dalle ossa
Uno spago,una frattura
Una lacerazione nel vento

01x04_IL VELIERO podcast

Cover-1x04

[audio http://media.blubrry.com/ipn/p/www.italianpodcastnetwork.it/audio/ilveliero/stagione_1/VEL-1×04.mp3]

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Dopo le scorse peripezie nella terra dei ghiacci il Capitano torna a bordo del suo Veliero con l’intento di riscaldare gli uomini del suo equipaggio. Sarà la volta di una traversata dedicata all’amore, quello universale e potente, mai manovrabile, che muove tanto il singolo individuo quanto tutta una collettività. E allora via di innamoramenti personali, come quello del Capitano nei confronti di Alanis Morissette e degli Antony & The johnsons, via ai consigli di due rivoluzionari dell’amore – Hannah Brencher e Dall’Aglio- e via ancora a Maria Callas, Busi, Kazuo Ohno, in una puntata dai toni autunnali e dalle passionalità scolpite. Buon ascolto, ciurma!

Il vostro Capitano

Scaletta:

– Intro
– Argomento della puntata: l’amore come intelligenza universale
– Annunci d’amore dal giornale
– Yann Dall’Aglio e la necessità di essere teneri, piuttosto che desiderabili
– Stralcio di Aldo Busi tratto da E baci
– Innamoramento # 1 That I would be good di Alanis Morissette
– Innamoramento #2 gli Alestorm, i pirati metal scozzesi
– Espronceda – Canciòn del pirata in lingua originale
– Monologo di Benigni tratto dal film “La tigre e la neve”
– Etimo della parola Amore
– Lettura di una poesia tratta dai “Sonetti dell’amore oscuro” di Garcìa Lorca
– Consiglio appassionato: visit ail museo di Cremona dedicato ai violini
– Francoforte e il mare come religion
– Il mio amore per Maria Callas
– L’incredibile Kazuo Ohno
– Antony and The Johnsons: l’amore fraterno
– Hannah Brencher e la rivoluzione delle lettere d’amore
– La lista d’ amore del poeta Lubrel Valuimor
– La lista del Capitano
– Outro: vi ho convinto?

Links utili:

– Lacustrine: http://www.oxforddictionaries.com/definition/english/lacustrine
– Canzone introduttiva di Olafur Arnalds: https://www.youtube.com/watch?v=Fyxu3LLwSV4
– Vacanze all’isola dei gabbiani https://www.youtube.com/watch?v=Fyxu3LLwSV4
– Sottofondo da Jamendo: Peace of mind degli Obelisk
– Alleluia https://www.youtube.com/watch?v=CSbLr3dZHH8
– Non sono una signora di Loredana Berté https://www.youtube.com/watch?v=6UEfCKeIFrQ&spfreload=10%20Message%3A%20Unexpected%20end%20of%20input%20(url%3A%20https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3D6UEfCKeIFrQ)
– Besame Giuda di Carmen Consoli https://www.youtube.com/watch?v=YDDyKhdVinw
– Ted di Yann dell’Aglio: https://www.youtube.com/watch?v=dJgiYBdD2VA
– E baci di Aldo Busi: http://www.amazon.it/E-baci-Aldo-Busi/dp/8898366094
– That I would be good di Alanis Morissette: https://www.youtube.com/watch?v=44TRkB9dxvE
– L’oceano Oilalà di Vinicio Capossela: https://www.youtube.com/watch?v=k-GBYbTz9vU
– Keelhauled degli Alestorm https://www.youtube.com/watch?v=rDZ1AjDJjFI
– Canciò del pirata del poeta Espronceda https://www.youtube.com/watch?v=JqE7GV6CvxA&spfreload=10%20Message%3A%20Unexpected%20end%20of%20input%20(url%3A%20https%3A%2F%2Fwww.youtube.com%2Fwatch%3Fv%3DJqE7GV6CvxA)
– Second pezzo, da Jamendo: Promociondel96 dei Fata Morgana
– Monologo di Benigni da La tigre e la neve https://www.youtube.com/watch?v=rgeB3jfUTD0
– La dedica de I sonetti dell’amore oscuro http://archivio.panorama.it/cultura/libri/Garcia-Lorca-svelato-l-uomo-segreto-ispiratore-dei-Sonetti-dell-amore-oscuro
– Happiness di Jònsi e Alex https://www.youtube.com/watch?v=oPI2uYUZGQ8
– museo del violino di Cremona http://www.museodelviolino.org/
– il mare è una religione https://www.youtube.com/watch?v=AbXFWrpFJJk
– Amami Alfredo di Maria Callas http://www.youtube.com/watch?v=3JE4mIB54mI
– Esibizione di Kazuo Ohno http://www.youtube.com/watch?v=ZUjhQLB0hXY
– Ifigenia in Tauride http://it.wikipedia.org/wiki/Ifigenia_in_Tauride_(Euripide)
– You are my sister degli Antony & The johnsons http://www.youtube.com/watch?v=S-NziGE6DVY
– Hannah Brencher: sito hannahbrencher.com/
– Ted di Hannah Brencher http://www.ted.com/talks/hannah_brencher_love_letters_to_strangers%3Flanguage%3Dit+&cd=2&hl=it&ct=clnk&gl=it
– spediscile una lettera! https://moreloveletters.squarespace.com/the-letter-requests/
– mio indirizzo e-mail:  aldotheking@hotmail.it
– terzo pezzo: Le Vin De L’assasin (Charles Baudelaire) di Plvert

Maquis

Le parole si arrovellano
Per accartocciarsi in comunione alla terra
Terra vermiglia, pasticciata di sole
Pioggia tintinnante,
velo di cosmica bellezza
Armonia delle forme
Delle tue forme, che solo posso immaginare
Quel tuo profilo smorto, unto di me
Delle mie carità
Della mia ridicolaggine, vuota, vacante
Maquis credo sia ingrediente
Del mio non ricorso alla giustizia
Queste serate di nonsensi
Questa greve letizia
Tristezza abissale
Come i tuoi occhi addolorati
Come la tua voce, sponsale come la luna
Come la fortuna imperatrice e sola
Come un abbandono, tutto solo
Come Pierrot
Lo nomino sempre
Tu sei l’impianto dei giorni miei
Il funzionante tapis-roulant
Su cui sciolgo ogni mia sensazione

è giunto il tempo 030

Castagne

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Adoro raccogliere castagne. Sin da quando ero bambino mi sono ritrovato immerso nel pandemonio ricreativo del verde occasionale. Era un po’ l’occasione delle occasioni, il tuffo presidenziale a cacciatore selvatico reso inviperito dall’opportunità di esserlo deliberatamente. Mi piaceva che tra tanta routine potesse sporgere quell’angolo di perdizione totale, in cui potevo – anzi era richiesto    – perdermi nella ricerca di castagne che sarebbero state cucinate poi la sera. Ancora oggi sorrido della mia curiosità maldestra, totale, irraggiungibile. Ancora oggi, appena posso, vado per boschi a ricercarle, nella speranza non si rompa mai quell’incanto. Perché lo so che quel verace fabbisogno alimentare di tenere tra le mani delle castagne bollente, spesso senza nemmeno mangiarle, è in realtà il riflesso spirituale del ben più pressante bisogno di andare alla ricerca, di trovare dell’altro per ritrovare me stesso, come se fossi un horcrux sparpagliato per il mondo, per località quali Soprazzocco e altro. Come se al mare dovessi la pace e alla terra la guerra dell’inquietudine dell’asfissia da stasi, preferendo il movimento, in lungo e in largo. Adoravo perciò riempire quelle sacche di tutto l’inesplorato possibile, raccattando nelle mie tasche anche il filo del senno perduto, orami riavvolto e chiarificato da quella gita annuale fuori porta: bisogna andare. Prendere e andare.

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No hay camino

Questo pettine vorrei raccomandarti
Affinché lisci come granelli di lacrime
I tuoi capelli persistano a cadermi sulle spalle
Ogni qualvolta la stretta
Si chiuderà intorno ad un tuo abbraccio
Affilerò le unghie nell’augurio infantile
Si trattengano fili della tua criniera

Quando l’ora sarà giunta
Dalle persiane appena appena alzate
Non guarderò che i tuoi battiti in ritardo
La tua tiroide finalmente cessata come un brutto sogno
La mia illusione vagabonda
Di saperti madre di là dal remoto
Anche lì la nostra funivia sarà tempestiva
Nel traslocarci nella sete di noi

1

Atterraggio lacustre

1

A volte è bene fermarsi, lungo il trafitto. Il sentiero, talvolta, permette una sosta che rigeneri le energie dei viaggiatori e restituisca il fiato ai polmoni bramosi di respirare e nuove scariche adrenaliniche alla vista. Così ci si siede davanti al tramonto, incapaci di pronunciare una parola, un commento, un’opinione che aggiunga piume al vestito di raggi rosso fuoco delle acque. La bellezza si commenta da sola e ipnotizza l’intenzione: avanti, avanti tutta! Perché è lì che si nasconde il rimedio all’arsura, l’antidoto a tutti i mali, in quel luogo che non si rintraccia su nessuna mappa e che è impossibile da trovare. Esso si sposta come l’anima nostra, come una scia tratteggiata sul bordo di una spiaggia, sulla sua sabbia salmastra e ardente. Subito, con la rapidità di un occhiolino, la meta è già scomparsa e subito un’altra direzione ha preso sopravvento dentro di noi. E’ una perenne rincorsa. Un’inarrestabile necessità.

*
Le piccole gioie
Sono il galleggiare di un volo tremulo
D’un insetto che a malapena esiste
Nel suo striminzito batter d’ali
Nel suo dignitoso corteggiare un fiore
Per aspirare dal cuore
Il nutrimento del suo ronzio

*
Ed è la neve che scalda
Più forte di una grandine di sole
È proprio il suo manto a rivestire
La tempestosa concavità delle parole
Nel suo respiro crescono gelidi
I sospetti e le indecisioni
E si schiudono alla primavera
Prima di tramutare in splendidi soffioni

*

Il panorama dura un attimo soltanto
Solo un proscenio dell’opera teatrale
Quel che ripete il suo miracolo
È l’agitarsi del cuore oltre il previsto
La voglia di lasciarsi in balia
Di una vista che penetri il finito
Di una mano che tocchi il perfetto

*
Sono giganti gli angeli attorno ai fiori
Grandi come gocce di lava
Rilasciano inerti la loro presenza
Nel busto di uno sguardo che li cattura estatico
Anche gli alberi sanno dialogare
Tra loro l’intensità è un fracasso
Di vento sospinto più in là
L’abbraccio si estende oltre i tronchi
Conquista le fronde e si dirama verso l’azzurro
La terra sorride complice
Al sussurro incomprensibile
Delle foglie volanti

*

Lo sguardo attornia i fili d’erba
Dai fiori nasce l’essenziale
La polpa colora i polpastrelli
Di una nuova avventura
Tra gli arbusti misteriosi
Accanto agli argini degli elementi
La vita non va mai in vacanza
La vita non retrocede di un passo

*

Sembrava avesse sul capo una ragnatela
Una perfetta geometria di bianco lucente
Da lontano intimidiva lo sguardo
Che timido ritraeva la sua direzione
Mi deliziava quel gambo sospeso
Come se fosse un miraggio di pioggia

*
Si può riflettere sopra un riflesso
O specchiarsi narcisi dentro uno specchio d’acqua
E dentro si riscopre la provenienza
Di ogni verso poetico:
è l’azzurro del cielo
che simula il manto dei ruscelli

*

Avvertivo un sapore indefinito
Chiaro soltanto alla vista:
il tatto sentiva il sudore
l’olfatto le essenze sovrane
non compresi che ero distante
perché m’interessavo soltanto al capire
sgomberai i miei quesiti, mi rivestii d’ombra
e vidi chiaro il bianco di tutti i colori

Tra le spighe schiarite
Ci si sposta in punta di gomito
Il cuore striscia come un lombrico
Tra le gallerie della terra
Per beccarsi il mistero, ancora una volta,
e ancora una volta
rimanere sconvolto
da tanto clamore
da tanta dolcezza

*
La libertà è di chi spicca il salto
Oltre il pavido invito alla terra
Chi gorgheggia da un’incauta esplosione
Per destinarsi nuovamente al silenzio
Chi mai sazio di un nido formato
Ricerca la vita nei dirupi più immensi

*

Vorrei galleggiare con la stessa audacia
Poter abbracciare i raggi del sole
Stendermi tra uno zampillo e un incantesimo
E ondulare adagiato alla terra

*

Il lilla si incastra nella retina
Come una fata madrina comanda la carrozza
La formula magica è guardarla e tacere
Il ranocchio zompetta nell’immaginazione
I ricordi crescono dalle radici
Nel caleidoscopio delle mie tappe
La valigia è sul cuore, disfatta
È per le diottrie che ho sempre fretta
Ti rimuovere le ancore

*

L’abbraccio è una foglia pregiata
Che accalda la vicinanza con il suo svolazzare
Anch’io dondolo spiandone il tragitto
La mia farfalla è un circuito di passi
A me indecifrabili
Ma l’abbraccio con mano di piuma
Scappa subito e mi abbandona a me stesso

Le sorprese non si lasciano citofonare
Le si ritrova dietro il cassetto
Dietro il vicolo cieco
E aprono le valvole
E riassestano l’opinione
E in men che non non si dica
È tutto da riconsiderare

*

Squilla il tintinnio dell’ammirazione
Sosto tra i fiori
E mi ritrovo nel bivio:
proseguo o m’immergo?

*
Quando cadrai ti rivelerai leggero leggero
Nella polpa vivida del tuo sapore
Mi macchierò di arancia
Di peccato veniale
E addenterò omicida
La tua irrinunciabile squisitezza

*
Bisogna unire le corolle
per impastare efficacemente
Una nuova umanità
Bisogna imparare dagli echi dei fiori
Dagli sciami di vespe
Farsi pungere per rispondere all’appello
Di pace universale

*
La luce trapassa i fori
Irrompe furiosa dovunque decida
E tra i rami il timore che incorre
È che sottragga il sipario al grigiore
Che si inserisca nei cerchi degli alberi
Che sciupi la nebbia con rabbia
Che rinsecchisca spavalda
Il gravare delle nubi

*
Rimanevo abbagliato dai sospiri
Dal fruscio del pomeriggio
Prima che il riposo cogliesse le caviglie
Ancora in rotta per un’oasi lontana
Mi abbeveravo dalle policromie sorprendenti
Ridisegnavamo assieme il mappamondo
Anche i fiori piangono come coralli
Si seggono sul capo e riversano rugiada
Si riposano nell’offuscato ventre
Della terra che li accoglie
Ne ho visti in lacrime parecchi
Mi riscaldavano l’epitelio
Infervoravano l’allegria

*
Ho scoperto scrutando il mondo
Qual è lo spessore della pelle
Quanto spazio occupa la mia anima
Dentro la fierezza di queste carni
Quanto ego ho smaltito viaggiando
Quanti incontri hanno spento il languore

*
La fine non sancisce che un nuovo inizio
E lo sguardo ricade sulla frontiera
Sarà tempo di ripartire immediatamente?
I colori si sono affusolati nel ricordo
I profumi hanno formato una cassaforte
Tra i capelli soltanto la bufera
Di essere ritornati al punto di partenza
Dov’è che devo andare
Qual è la prossima destinazione?

Nell’illusione di essere a casa
Mi rigiro verso te, amore
Ricominci la ricerca
Riprendiamoci per mano…

Fine,

Capitano Aldo

xx

01x03_IL VELIERO podcast

Cover-1x03

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In quest’episodio il Capitano conduce il suo veliero nelle acque di Islanda, alla volta dell’esplorazione di una delle artiste più eclettiche e rappresentativedi questo secolo: Björk. Musica, aneddoti, indagini testuali la faranno da padrone, accompagnate da ironia e tanta sincera ammirazione. Nessuna concessione alla noia!

Ciurma, finalmente siamo pronti per una nuova traversata.

Cliccate play e lasciatevi cullare dal nostro nuovo viaggio…

Il Vostro Capitano

Scaletta: 

– Richiamo delle balene
– “The sound of the sea/Il suono del mare” – Henry Longfellow
– Introduzione alla puntata (sottofondo: La traversée by Cross(o)ver)
– Prima canzone: “Wanderlust” , storia e testo
– “Dancer in the dark”
– Seconda canzone: “Thunderbolt”, spiegazione e testo
– Babs salta a bordo, risorge dal suo innersmile Allucinazione, dialogo
– Terza canzone: “Hyperballad”, genesi e focus sul testo
– Strings attached by Pal Zoltan Illes
– Gli 11 fatti più stravaganti della vita di Björk
– L’attentato da parte di Ricardo Lopez
– La pulcinella di mare e lo squalo putrefatto
– Fase punk anti-proprietà private
– La zuppa islandese, suo piatto preferito: ricetta
– (I can’t get no) Satisfaction cantata con P.J.Harvey
– Le numerosissime dediche di Declare independence
– Lo strambo videoclip di Pagan poetry
– La sua paura folle per la televisione
– L’odio per i paparazzi
– Tuffati nei sogni di Edward Cummings
– Quarta canzone: I will take the sun in my mouth (meglio il remix)
– Quinta canzone: Desired constellation, testo e storia
– Sesta canzone: Unravel
– Settima e ultima canzone: Pluto
– Il capitano prova a leggere in lingua originale Vökuró
– Richiamo delle balene, once again
– Ringraziamenti

Links: 

– La vita delle balene: https://www.youtube.com/watch?v=wYImXDBwoew
– “The sound of the sea”:
http://poetrypages.lemon8.nl/nature/soundofsea/soundofthesea.htm
– “Billy not really” – Death Grips : https://www.youtube.com/watch?v=QWR0-s30WsY
– Iceandic humor: https://www.youtube.com/watch?v=3CGeMLV4NmI
– Shores of Tahiti by RedRain (Jamendo)
– “Wanderlust”: https://www.youtube.com/watch?v=YhGaZMAKCIk
– Imparare a pronunciare il cognome Guðmundsdóttir: https://www.youtube.com/watch?v=JSEiRTqWIOI
– L’album “introvabile” finalmente trovato: http://www.openculture.com/2014/09/the-album-bjork-recorded-as-an-11-year-old.html
– Trailer di “Dancer in the dark”: https://www.youtube.com/watch?v=53vr9EiOH7g
– “Drawning restraint 9”: https://www.youtube.com/watch?v=kwCuvNFAO5k
– Video ufficiale di “Wanderlust”: https://www.youtube.com/watch?v=M5507DPKYk4
– “Thunderbolt”: https://www.youtube.com/watch?v=4dFRKQssVIg
– L’app di “Virus”: https://www.youtube.com/watch?v=qQl5LWIf6C0
– “Into the storm” trailer : https://www.youtube.com/watch?v=57Vkp77tVTM
– Intervista in islandese: https://www.youtube.com/watch?v=59JNgWkQUac
– Innersmile di Barbara Favaro: http://www.italianpodcastnetwork.it/pandora-innersmile-01-allucinazione.html
– Hyperballad: https://www.youtube.com/watch?v=9vceAAeW0n0
– Il delirio di Ricardo Lopez: https://www.youtube.com/watch?v=RB06mTW_hEA
– “Onibaba”: http://it.wikipedia.org/wiki/Onibaba_-_Le_assassine
– Zuppa islandese: http://www.mbl.is/smartland/matur/eldum-islenskt/1091/klassisk-islensk-kjotsupa/
– Duetto lamentoso: https://www.youtube.com/watch?v=kK02kW1mKkk
– Declare independence: https://www.youtube.com/watch?v=pXVlQTC2yB0
– Pagan poetry, video non censurato: https://www.youtube.com/watch?v=xMxQ3saNzAQ
– Paura del televisore: https://www.youtube.com/watch?v=75WFTHpOw8Y
– All’attacco dei giornalisti: https://www.youtube.com/watch?v=75WFTHpOw8Y
– The very first by Ultimatereality
– Tuffati nei sogni di Cummings: http://www.liosite.com/poesia/edward-estlin-cummings-tuffati-nei-sogni/
– I will take the sun in my mouth: https://www.youtube.com/watch?v=1gBLVksnYGk
– Desired constellation: https://www.youtube.com/watch?v=9Ex_M6DT1ig
– Video di Unravel: https://www.youtube.com/watch?v=kfFQJU9tl7g
– Videoclip di Pluto: https://www.youtube.com/watch?v=63pGPBYyEtc

Polpacci (poesie di lago denocciolate)

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Desenzano, a percorrerla
È una zattera sul vapore
Un vagone sommerso
Dai suoi lievi effluvi
Così anch’io mi dirigo girovago
Tra i vicoli della sua anatomia
Mi sorride lacustre
E gioisce silente

*
Raccapezzare le sagome molli
Della sera di un giorno di festa
Mi sembrò il divertente manifestarsi
Della felicità.

Quanti volti in goccioline sottili
Si espandevano concentrici
Giocavo con le guance
E di soprassalto
Mi accorsi che la vita proseguiva
Sempre
E a ogni costo

*
Vorrei accovacciarmi presso il sentimento
Sentirne l’infinito rombo
Raggirare i confini e le alture
Arrivare diritto al cuore
E toccare il cielo con le spalle
Bucando con fervore il biancore delle nuvole
Se mi lanciassi tra le onde
Le braccia si unirebbero alla schiuma
I capelli alle alghe
I miei piedi ai fondali

*

L’unicità ha i suoi scopi pratici:
deliziare i viandanti
occuparne l’olfatto e il gusto
ponendo radici di piombo
accarezzare l’impronta dell’animo
trasformarla in porto di mare

lì, in alto e possente
si staglia il cielo divenuto riflesso
simmetria dei passi gettati
ansimare incerto
del ritmo dell’incedere

*
La corteccia ha forgiato gli uomini
Insufflando il pandemonio della creatività
Nel viaggio si tocca in concreto
Il peso della sua portata
Si insidiano feroci i lampi
A irradiare brutali la forma voluta
Ma gli alberi resistono
I malanni li sfiorano appena
E al tocco risultano fieri
Superbi vascelli fissati al suolo
Vita e essenza di ogni direzione

*

Il nitido ballo della notte
Scorreva al di sotto della percezione
Un lento abbandono percorreva i suoi bagliori
Ed ero piuma dispersa nel fiato
Ed ero cammino scivolato nel suono
Nel mormorio delle colonne candide
Dal suolo si alzavano
Tutti i miei ingenui timori
Accompagnavano indaffarati la marcia
Spingevano la mia ombra in avanti
Sino a farla scomparire
Con il ruggito nero delle tenebre

*
C’è più vita ove scorre la luce
Che dovunque altro crepiti l’oscurità
E tra le foglie si fa strada una vocazione
Lo strepitoso ardore del viaggio
La pura ricerca degli arcobaleni

*

Alle spalle la storia di un tempio
Ha dato vita a un tifone di date
Di incontri passati
E di storie future
Accanto, le mura costellano
Nuovi sentieri
Nuovi percorsi
Nulla è concluso di già
Bisogna ancora vagare
Bisogna ancora vedere.

La bellezza è nascosta sagace
Dietro il trascorrere delle intemperie
Soltanto ciò che rimane
Riporta i fulgori di un tempo

*

Dietro il verde s’inerpicava la bellezza
Un tiepido rossore sbiadito
Abbracciava il fogliame parallelo
Al suo corpo di vecchio danzatore

*

L’alba riporterà i sapori
I baci interrotti
Le partenze congedate
Risplenderà all’unisono
Sui trionfi e le sciagure
Si porterà con sé
Tutto il beneficio degli oceani
Appena appena lasciati
Colorerà di intenso
Ogni superficie al suo passaggio
Ridesterà in me l’appetito
Di spostarmi qualche passo più in là
Qualche sbadato salto
Qualche vana corsa
Più distante di adesso

*
I sinuosi contorni
Dei miracoli esotici
Risplendono di luce propria
Come ad incastro le foglie germogliano
Come contemplano la purezza

*

Nell’acqua l’urgenza di nuotare
Nei fiori il turbinio nasale
Nel cielo la spossatezza del gabbiano.

Quando l’azzurro carezza la terra
Subito si scontrano sincroni
La fusione inibisce la tempesta
I flotti raggiungono così la sponda

*

E’ lontano, che si consuma l’attesa
La sinergia col canto del mare
E il ruggito delle rocce
Altrove, cresce il gioire delle isole
L’andirivieni degli aculei
I cactus assorbono l’abbraccio solare
Per stringerlo come accappatoio
La terra trema di calore regalato
E decanta i suoi inni tellurici
Di immortalità
È la sua ultima promessa:
non mi abbandonerà mai

*
La vita brulica sempre
Nei dettagli che sfuggono al tempo
Nelle virgole in fondo alle frasi
Nella scorrettezza degli attimi perduti
A svaligiare l’agenda di momenti per sé
Del tempo che manca, che oscilla veloce
Tra un appuntamento e una telefonata
Ma a portata di mano, prima del prossimo impegno
Penzola l’eterna beatitudine
Delle cose da sempre esistenti

La natura ci ricorda sfacciata
Che non siamo che ombre
Su cui si imbatte l’aurora
Margherite indecise
In un prato ricolmo di sorprese

i'm very very slurp 006 i'm very very slurp 007_picnik