Quello che ho imparato

Ho scoperto, col tempo, che non posso ostentare pazienza e respirare insofferenza: meglio subito un vaffanculo che un ne parliamo dopo, caro. Ho scoperto che ci sono distanze incolmabili e non sta a me riempire quelle giunture storpiate dall’usura dell’incomunicabilità; mio compito, casomai, è guardare dall’ altra parte nella certezza, e perché no nella speranza, di stare dalla parte giusta. Ho scoperto che amo molte cose, della vita, ma più di tutto amo la pace di una relazione vibrante, vera, risucchiante. Che non sopporto le chiacchiere a vuoto, dominate dai frangiflutti dei silenzi ogni tre per due sei e ogni giro d’orologio per non dirsi mai niente. Ho scoperto che sono intollerante, che un alito dal retrogusto di superalcolico non posso proprio più sentirlo, che una mente alterata da droghe o da sonno arretrato è uno stupido tentativo di far regredire anche la mia pazienza, eroina di ferro gracile al primo colpo assestatole. Ho scoperto il gusto per la sperimentazione ma rigorosamente con canoni imposti da me: non può voler dire esibizionismo a scoppio ritardato di tendenze modaiole-di vestiario e men che meno sposare avanguardie altrui che siano fuori non solo dalla mia portata, ma anche dal mio gusto. Ho scoperto di essere segretamente infastidito dallo scarico dello sciacquone, dal ronzio dei mosconi, dagli applausi ai concerti. Ho scoperto di essere strano forte, talvolta intrattabile, di essere sessualmente goloso e di farne col contagocce e di morire perlopiù d’arsura. Ho scoperto di odiare i grandi agglomerate urbani, qualsiasi essi siano e che non c’è traccia di inchiostro pullulante umani che meriti il mio scomodo, malgrado ogni ricchezza… meglio sempre i luoghi sperduti, in cui una chiacchiera che non sia sottofondo di sala d’attesa sia concessa, meglio quattro gatti pulciosi a un formicaio babelico di gente che non ti degnerà mai di uno sguardo. Meglio St.ives e illudersi di respirare la Woolf che Londra e rimanere soffocati dallo smog. Meglio il secondo piano della Feltrinelli a Milano che la sua stazione.

Ho scoperto che amo le autrici femminili, cantanti o scrittrici esse siano. Ho scoperto che  non è mai stato il mio orientamento sessuale a disturbare nessuno, ma il mio viverlo con serenità, rispettando le insicurezze altrui quanto l’ignoranza beduina di altri, rifiutando ogni community e ogni battesimo riverso nel nome di un orientamento che non importa a nessuno, a me per primissimo. Amare le forme falliche per me è più esercizio di geometria che tentativo di arrestare la mia corsa e innamorarmi del primo neurone vagabondo apprestatosi a farmi la corte e a farmi da cortigiana. Ho scoperto che leggere mi diverte, ma non mi interessa leggere nulla di specificamente figo o di esclusivamente importante. Ho scoperto che odio gli ambienti accademici e i doppiopetti, sono tutti porte stagne di un fascismo di costume e di pensiero. Ho scoperto infine che se non avrò la ciambella dell’umanità attorno ai miei rotolini in espansione, mi costruirò almeno quella delle convulsioni di violino ad hoc e dunque via con I Mono, con Morricone, via con autori islandesi mai sospettati o tutt’al più con la Newsom e il suono suo magico di arpa. Ho scoperto che vivere è una vibrazione, per me, un rimbalzo di sasso gettato sulle increspature dell’acqua, un’avventura country in cui sprecarsi e sprecare il tempo per rincorrersi e divertirsi. Ho scoperto che non m’importa rivivere o darmi l’illusione di aver già vissuto altre vite: sono a posto così, con questo tè bollente tra le mani e un pensiero gentile alla mia mente. La la la la lal la…

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In questa traversata il Capitano s’imbarca per l’ondulato mare della musica italiana più famosa, scardinandone i luoghi comuni che la vorrebbero intoccabile, meravigliosa, collettivamente amata mettendone in risalto lacune testuali e scarsità di originalità. Nel mirino mostri sacri come Laura Pausini e Albano, ma anche giovani volti come Alessandra Amoroso e Emis Killa.
Puntata al peperoncino, promesso!

Il Vostro Capitano

Scaletta: 

  • Introduzione alla puntata (Pescatore di Islanda di Pierre Loti)
  • Presentazione ufficiale del bog
  • Introduzione all’argomento: la decadenza inammissibile della musica italiana
  • Scardinamento di Albano dall’Olimpo degli dei della canzone italiana
  • Strale contro i talent show
  • Omaggio a Etta James
  • Annalisa Scarrone e la debolezza testuale
  • Bacio affettivo a Kate Nash
  • Emma “Giovanna La pazza” e le sue figuracce in mondovisione
  • Donne con la D maiuscola: Stevie Nicks, ti amo
  • Arisa: la maschera e la sincerità mancata
  • Biaggio Antonacci cantante per casalinghe disperate
  • Tributo a Ofra Haza
  • Claudio Baglioni e le generazioni instupidite
  • Marco Carta e il machismo sottobanco
  • Lo scivolone di Celentano
  • Gigi D’alessio e le cause meridionaliste perse
  • Sputo simbolico alla Lega Nord
  • “Invasato”, Palmer
  • Sfottò ai rapper cagasotto travestiti da cowboy: J-ax, Emis Killa, Club Dogo, Moreno
  • Modà e la diseducazione infantile
  • Lausa Pausini e la sua pochezza
  • Tiziano Ferro e la sfilettata del grande Aldo Busi (Tolbindung, di Roe, in sottofondo)
  • Vasco Rossi alla ricerca del neurone
  • Ligabue e il pubblico senza QI
  • Introduzione all’hang
  • Omaggio agli stonati
  • ringraziamenti

Link utili di rimando e di approfondimento: 

Università portuale

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Studio nelle vicinanze del porto di Venezia, rigorosamente denominato port, giacché è una struttura artificiale appositamente adibita. Immaginate il mio incanto, nel dover quotidianemente , o quasi, dirigermi nella sua direzione, ricercare le mie sedi universitarie, e guardarlo erigersi imponente tra frangiflutti e ondate di turisti sempre nuovi (qualcuno di stagionato c’è, come la norma impone,  ma si camuffano bene). Il mare è sempre lì, poco distante, a tintinnare nel suo scomporsi e ricomporsi come file di formichine. E’ l’unico soggetto che respira ancora e non si mordicchia la lingua intimorito di infastidire l’altro, spostandosi sulla destra per non incorrere nella sua ira mentre ostacola il suo passo affannato, da destinarsi chissà dove, ma sempre di fretta. Lì vi sono anche le statue dei violoncellisti, guidati dal direttore d’orchestra Messer Brezza Marina scapigliata e nulla al mondo mi rimuoverà da lì, perché ho affondato nella melma l’entusiasmo girovago, così, per accettare che almeno una porzione di loro si arenasse vicino alle zattere, per potersi decidere a rimanere eterni, nella loro immobilità, inflessibili a ogni perturbamento. Vivo con loro, mi diverto così, pur di fuggire altre sedi ingrigite prim’ancora di indorarsi. E’ un incipit da inizio settimana, ormai trascorsa. E’ preludio di un amore ancora da raccontarsi, ancora da venire. Nel frattempo, mano nella mano adagiate a fodero di hamburger, verrò da solo.

Lake Garda (quanto ti amo)

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Nessuno mai potrà calmierare l’amore che nutro per il mio lago, mai economizzarlo, standardizzarlo, economizzarne la portata abissale. Perché a lui volgo I miei sospiri d’ingratitudine nei miei stessi confronti, a lui le mie paure cerbiatte, i miei illimitati stati collerici. La sua zampa d’acqua lacustre non mi ha mai rivolto graffio, malgrado ciò. Sempre con premura, mai con intemperia di riguardi vacui, si è assicurato io stessi ancora in vita. Rincorrendomi, persino nel cemento degli abitacoli a lui distanti, fissandosi nelle mie pupille, che lo avrebbero replicato ovunque altrove, come un miraggio allucinatorio. Lo avrebbero ribattezzato con miracolosi epiteti, e  così si sarebbe consumata la storia d’amore. Con lui, che riprendeva a sé le anime che troppo si avvicinavano vinti dalla curiosità, con troppa astuzia, troppo bello, straordinario, debordante, animo che tanto è vasto da non bastarsi a sé e a darsi agli altri. Ai curiosi fotografi, agli amanti in preda alle rapidità sessuali vinti dall’incanto, al cielo che riflette di contralto, di contrattacco, di contrasto. Ti amo, Lago mio. Ti amo tanto. Mi ridefinisci l’itinerario danzando da ogni parte, come a dire che non sono affari tuoi, l’importante è ch’io vada a formare la mia, di schiuma, senza abusare troppo, con lo sguardo prolungato, della tua.

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Si salpa, naviganti!

La prima puntata de Il Veliero vi convincerà? Lasciate i vostri commenti e impareremo a conoscerci.

Ora cliccate il play… buon ascolto.

Il vostro Capitano

Scaletta:

– intro

– presentazione del progetto

– etimologia del verbo “sperimentare”

– excursus sul porno tridimensionale

– viaggio nella sperimentazione musicale: Meredith Monk, Frankz Zappa, Camille, Diamanda Galás

– mostra “Art or sound”, Venezia

– il kit “crea musica” inventato da tre londinesi

– ricetta risotto al kiwi e al prosciutto

– Erika Silletti e gli esperimenti sulla saliva

– il mondo magico di Michel Gondry

– zoom sulla “Valle degli Elfi”

– moda e sperimentazione: l’intuizione di Natsai Chieza

– “The real life superhero project”

Link utili alla puntata:

– poesia di Herman Melville tratta dal romanzo “Billy Budd ,il marinaio” http://www.emilianodeiana.it/storie/billy-budd

-“Jamendo”, portale magico di musica gratuita condivisa per tutti.  https://www.jamendo.com/it/welcome

*Tracce utilizzate:

“Laura’s cup of blue tea” degli Electronic Noise Controller

“Simon” dei Trademark

-Approfondimento sul porno tridimensionale: porno-3d-un-assaggio-di-sex-and-zen-il-film-di-cristopher-sun /porno-3d-un-assaggio-di-sex-and-zen-il-film-di-cristopher-sun/ https://ilvelieropodcast.wordpress.com/2014/09/10/

– Meredith Monk http://www.meredithmonk.org/; https://www.youtube.com/watch?v=Ub5ZxwP9iCI (“Insect”, traccia adorata dal Capitano)

– Frank Zappa, biografia e curiosità: http://www.zappa.com/; https://”Camarillo Brillo” http://www.youtube.com/watch?v=nllWDc8_9lw

– Camille: http://www.camille-music.com/; il video del filo che la rincorre https://www.youtube.com/watch?v=V7ryxk41HtI

– Diamanda Galás: http://diamandagalas.com/; intervista alla Serpenta https://www.youtube.com/watch?v=wWCdvPBhE_s; i cinquanta album più bizzarri di sempre https://ilvelieropodcast.wordpress.com/2014/09/10/i-50-album-piu-bizzarri-di-sempre/

– mostra “Art or sound”, info: http://www.arte.it/calendario-arte/venezia/mostra-art-or-sound-8709

– kit sperimentale dei tre ragazzi londinesi: http://www.wired.it/tv/concerto-per-tastiera-ventilatore-e-melanzana/

– per cucinare il risotto al kiwi e al                       prosciutto: http://xoomer.virgilio.it/agatatrevisan/risottokiwi.htm

– l’eroina della saliva: http://www.gonzalezphoto.com/wanted-saliva-dared/

– Michel Gondry: http://www.michelgondry.com/; “Mood indigo” http://drafthousefilms.com/film/mood-indigo

– “Valle degli Elfi”: https://ilvelieropodcast.wordpress.com/2014/09/10/sulla-valle-degli-elfi/; https://www.youtube.com/watch?v=1bYkNZiVoMo; http://www.aamterranuova.it/MappaEcovillaggi/IL-POPOLO-DEGLI-ELFI

– Natsai Chieza: http://postextiles.com/?p=359; https://dublin.sciencegallery.com/growyourown/faberfuturesrhizospherepigmentlab

– “The real life superhero project”: http://reallifesuperheroes.com/

Breve bella notizia

Sono stati rinvenuti resti di Spinosaurus aegyptiacus, un dinosauro dalle note capacità natatorie, con un peso spropositato e il testone simile a quello di un coccodrillo. Con i suoi artigli divorava gli squali, dopo averli comodamente squartati, re dei reami fluvial. Si dice compaia in una scena di “Jurassik Park”, ma il Capitano non ricorda: troppo impegnato a issare le corde delle sue barchette, a spiegare le vele a chi non voleva comprenderle, a intrecciare i nodi per disfarne altri. E poi, quella pellicola, che tanto mi era piaciuto guardare al cinema, era stata il palcoscenico per i miei peggiori incubi. Ma ricordo con smodata curiosità quanto accadeva, quanto si risvegiava, quanto si agitava in me alla visione di quelle zampe da retile ingigantito dagli effetti speciali. Mi emozionava gettare le mie pupille nello schermo acquatico che dominava con I suoi spruzzi la mia fantasia per settimane a seguire. Ricordo sin troppo bene quella giornata al cinema, io che già sorseggiavo tè, per una volta alla pesca (e col tempo l’avrei odiato) e la febbre che saliva. Uno scenario perfetto per lasciarmi ribollire il sangue dell’esplorazione dentro quell corpiciattolo già in fremente espansione. Ho pieno ricordo di quel respiro di attesa, ansia, adrenalina. E ritorna spesso, e quando riemerge dal passato per instradarsi nel mio quotidiano, mi emoziona ancora. E salto fuori dal pantano con un guizzo di anguilla, come la scarica di un fulmine. Che bella notizia!

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Sulla Valle degli Elfi

Vi siete interessati alla Valle degli Elfi? Un assaggino, per voi curiosi: 

“La storia degli Elfi della Sambuca (una piccola parte della comunità) inizia nel 1981. Allora poche coppie decisero di vivere a Pesale, un paese fantasma abbandonato da tempo, a mille metri d’altezza che fu ribattezzato Gran Burrone. Altre piccole città nacquero poi a Case Sarti e in altre località vicine. La comunità si sviluppò negli anni Novanta e non mancarono contrasti con le autorità perché a quei tempi alcuni elfi erano contrari a leggi e normative imposte dall’alto e non volevano mandare i figli a scuola. Poi la comunità si è molto integrata e oggi, come spiegano i sindaci della montagna pistoiesi, sono utili anche come presidio per tutelare l’ambiente e la salute dei boschi. Vivono di pastorizia, agricoltura e non hanno neppure l’acquedotto ma pozzi artesiani che si costruiscono da soli. L’energia elettrica non è più tabù ma la regola è che sia prodotta senza inquinare ed è così arrivata in comunità grazie a pannelli fotovoltaici.”

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Troppo poco? La rete è pronta per essere navigata. E a bordo de “Il Veliero” la navigazione è sempre incoraggiata. Coraggio, salpate!

I 50 album più bizzarri di sempre

Vi starete chiedendo quali siano i 50 album più bizzarri, innovatori, insoliti che siano mai stati composti? “Mojo” ha la risposta per voi. A seguire:

50. “I trawl The Megahertz” – Paddy McAloon

49. “Quantum” – Basil Kirchin

48. “Spring song” – Ottilie Patterson

47. “Double Bummer” – Bongwater

46. “Escalation” – Ennio Morricone

45. “Naked city” – John Zorn

44. Echo” – AR & Machines

43. “Circles” – William S Fischer

42. “An Evening With Wild Man Fischer” – Wild Man Fischer

41. “Second Annual Report” – Throbbing Gristle

40. “The Piper at The Gates of Dawn” – Pink Floyd

39. “Boces” – Mercury Rev

38. “Starsailor” – Tim Buckley

37. “Auralgraphic Entertainment” – Dreamies

36. “Cyber Ghetto” – Cybotron

35. “Trip Thru Hell” – C.A. Quintet

34. “— And other musical instruments” – Barbra Streisand

33. “Discovers Hoagy Carmichael’s Music shop” – The stark reality

32. “Prison” – Steven Jesse Bernstein

31. “Tilt” – Scott Walker

30. “Four Courners of the World” – Esquivel!

29. “Oar” – Alexander “Skip” Spence

28. “I hear a new world (An outer space music fantasy)” – Joe Meek and The blue Men

27. “Fields recordings from the sun” – Comets on fire

26. “Plague Mass” – Diamanda Galas

25. “Black monk time” – The Monks

24. “Seven dreams” – Gordon Jenkins

23. “Lumpy Gravy” – Frank Zappa

22. “Kaleidoscopic Vibrations: spotlight on the moog” – Perrey & Kingsley

21. “College tour” – Patty Waters

20. “Super Ae” – Boredoms

19.  “Space ritual” – Hawkwind

18. “Loveless” – My bloody Valentine

17. “Wonderful rainbow” – Lightning Bolt

16. “Ralph Records 10th anniversary radio special!” – The residents

15. “The Moray eels eat…” – The holy modal rounders

14. “Sgt. Pepper2s Lonely Hearts club Band” – The Beatles

13. “White light/White heat” – The Vellvet Underground

12. Os mutantes” – Os mutantes

11. “Zaireeka” – The flaming lips

10. “An electric storm” – White Noise

09. “The United States of America” – The United States of America

08. “Ascension” – Jonh Coltrane

07. “Axis: Bold as Love” – The Jimi Hendrix Experience

06. “The Faust tapes” – Faust

05. “Locust Abortion Technician” – Butthole Surfers

04. “Maggot Brain” – Funkaedelic

03. “Agharta” – Miles Davis

02. “Space Is the Place” – Sun Ra

01. “Trout Mask Replica” – Captain Beefheart

Capitano

Visto? Finisce sempre così: con un Capitano.